PROGETTO RIORGANIZZAZIONE POLIZIA POSTALE, STRADALE, FERROVIARIA E DI FRONTIERA: SCARSA INFORMAZIONE e POCHE RISPOSTE.

Roma -

Come USB Interno, organizzazione che da sempre ha a cuore la salvaguardia del benessere e dei diritti del personale, nel corso della VDC del 14 gennaio dedicata al confronto sul progetto di riorganizzazione delle specialità della PS, abbiamo espresso all’amministrazione le nostre critiche e valutazioni:

 

  • Le informazioni in relazione ai processi di rimodulazione e riorganizzazione degli uffici, che coinvolgono svariate centinaia di unità del ns. personale (circa 400 stradale e 225 frontiera e altre centinaia per le rimanenti specialità), sono state, fino ad oggi, estremamente scarse e carenti;

 

  • Ovviamente non siamo entrati nel merito di quelle che sono le politiche della sicurezza che sottendono a tale riorganizzazione degli uffici…. Capiamo perfettamente l’obsolescenza dei Decreti ministeriali del 1989, emanati prima del crollo del muro di Berlino, superati da un mondo globalizzato ed in continua trasformazione, e quindi la necessità di una loro revisione, però avremmo desiderato un confronto effettivo e reale in merito a tutte le questioni concrete che riguardano il nostro personale coinvolto dalla riorganizzazione delle suddette specialità;

 

  • Per esempio nel caso della Polizia di Frontiera, in relazione all’accorpamento di uffici a Trieste (Frontiera marittima e terrestre) e soprattutto in una città problematica come Napoli (Ufficio Polizia di Frontiera Marittima e Ufficio Polizia di Frontiera Aerea), avremmo apprezzato molto se l’amministrazione ci avesse messo in condizione di capire molto concretamente, in quest’ultimo caso, come dovrebbe essere realizzato, dal punto di vista pratico e logistico, tale unificazione…. a maggior ragione nella drammatica fase pandemica che stiamo attraversando che sconsiglierebbe “accorpamenti” di uffici e del relativo personale; nonostante avessimo chiesto delucidazioni, una risposta chiara e definitiva non è stata data, e ancora non è chiaro chi o cosa e quando e dove dovrà spostarsi, e se saranno disponibili altri locali o meno……

 

  • Non abbiamo nascosto le nostre forti perplessità: siamo preoccupati per le ripercussioni organizzative che questo potrebbe comportare dal punto di vista delle funzioni e del probabile aumento di carichi di lavoro per uffici già particolarmente appesantiti e che soffrono di croniche carenze di personale. Tutte cose che andrebbero analizzate, prefigurate e dettagliate alla luce dell’individuazione del relativo fabbisogno teorico; Chi opera negli uffici sa benissimo che non è cosa semplice, lineare e scontata unificare Uffici Amm.vi Contabili, Uffici del Personale, Uffici Tecnico Logistici oppure gli archivi. Per questo confidiamo per il futuro nella massima INFORMAZIONE da parte dell’amministrazione, visto che sembra che seguiranno altri confronti, speriamo reali e dettagliati;

 

  • Non ultimo come importanza, nel caso di chiusure o soppressioni di uffici come il Distaccamento Polstrada di CEVA, il posto POLFER di COLLEFERRO (che coinvolge 2 unità) oppure la Polfrontiera marittima di LA SPEZIA (3 unità) o di TARANTO (4 unità) e la conseguente paventata ricollocazione di questo personale presso le Questure o Commissariati , abbiamo chiesto all’amministrazione una maggiore “pragmaticità”, consentendo a tale personale di poter scegliere più liberamente la nuova destinazione di ufficio, sempre in sedi collocate nel territorio del medesimo comune, così come prescritto dal  decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Per esempio considerando anche le Prefetture piuttosto che le Questure competenti.

 

La strada rimane in salita, e, come sempre, continueremo a fornire gli opportuni aggiornamenti.

 

USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno

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