PROTOCOLLO QUADRO PER IL “RIENTRO IN SICUREZZA” del 24 luglio 2020 - UNA BASE DI REGOLE PER TUTTE LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE -

Roma -

Al MINISTERO INTERNO

Dipartimento Politiche del Personale
dell’Amministrazione Civile e per le Risorse
Strumentali e Finanziarie
Ufficio IV – Relazioni Sindacali

 

Venerdì 24 luglio si è concluso il confronto tra le Organizzazioni sindacali e il Ministro per la Pubblica Amministrazione volto a individuare le misure di prevenzione e sicurezza che accompagneranno il rientro graduale del personale nei posti di lavoro.   

A conclusione del confronto è stato concordato il Protocollo quadro “Rientro in Sicurezza” dei dipendenti pubblici a cui dovranno adeguarsi le singole amministrazioni, anche nella eventuale predisposizione di protocolli di sicurezza specifici enti.

Nello specifico, con la Circolare n.3 il Ministro Dadone comunica alle Amministrazioni Pubbliche che dovranno adeguarsi a quanto concordato tra le parti, ossia ai contenuti del protocollo quadro, nonché garantire e promuovere occasioni di interlocuzione e di confronto con il sindacato, condividendo altresì informazioni ed azioni, anche attraverso l’adozione di protocolli integrativi delineando modifiche sostanziali dell’organizzazione del lavoro:

a)  il lavoro agile non è più considerato modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni (modifica dell’art. 87 del decreto Salva Italia per effetto dell’art. 263 del Decreto Rilancio);

b) la presenza del personale nei luoghi di lavoro, di conseguenza, non è più correlata alle sole  attività  ritenute indifferibili ed urgenti e viene superato l’istituto dell’esenzione dal servizio previsto in caso di attività lavorativa non eseguibile in smart-working;

c) flessibilità nell’organizzazione del lavoro, in particolare degli orari di entrata ed uscita, interlocuzione programmata con l’utenza, monitoraggio da parte delle Amministrazioni delle attività lavorative per individuare quelle compatibili con il lavoro agile semplificato per il 50% del personale finora collocato in regime di smart- working emergenziale.   

Nell’ipotesi di eventuali corse al rientro immediato da parte di amministrazioni particolarmente solerti, non riteniamo superfluo precisare che le disposizioni di un decreto legge non possono essere superate da una circolare ministeriale.

Pertanto l’art.87 , dove si istituisce il lavoro agile come modalità ordinaria, viene a cessare in data 15 settembre.

Ciò posto, USB PI MINISTERO dell’Interno ritiene senza ombra di dubbio che vi è la necessita di aggiornare i contenuti del “protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza in ordine all’emergenza sanitaria da Covid 19”, che tra l’altro come l’Amministrazione ne è a conoscenza, non ha voluto sottoscrivere nella data 28 maggio scorso.

Non possiamo non sottolineare, infine, che le Rappresentanze Sindacali, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, e gli stessi Lavoratori, saranno direttamente coinvolti, vigilando e intervenendo nei posti di lavoro, affinché tutte le misure di sicurezza previste dal Protocollo siano effettivamente attuate.     

La pandemia è ancora in corso e non possiamo permetterci di abbassare la guardia.

Inoltre, per quanto concerne la rilevazione della temperatura corporea all’accesso sui luoghi di lavoro, viene precisato che il personale addetto deve essere adeguatamente formato e dotato degli opportuni DPI o, in alternativa, deve appartenere al ruolo sanitario visto che abbiamo presenti in loco tecnici ed infermieri a costo zero.

Potrebbe sembrare una precisazione superflua ma, purtroppo, non è così.

Ancora, qualora si rendesse difficile perseguire tale adempimento ci preme suggerire ulteriore alternativa che implicherebbe un costo ovvero strumentazione elettronica di semplice utilizzo.

Per l’appunto potrebbe essere tenuta in considerazione la linea “ACCESS GUARD” che permette di garantire la gestione automatica degli ingressi in sicurezza nei posti lavoro, luoghi pubblici, attività commerciali.

Con questa serie di Dispositivi si potrebbe avere la possibilità in completa sicurezza anti-Covid di:

  • rilevare la temperatura corporea attraverso termocamera;
  • effettuare l’igienizzazione delle mani in automatico;
  • fornire mascherine di protezione;
  • sanificare la suola delle scarpe;
  • integrare il software ad altri dispositivi di gestione presenza.

Difatti sono giunte segnalazioni nelle quali il personale addetto a tale attività è stato scelto in maniera indiscriminata!

 

In definitiva siamo di fronte ad un atto che contempera le esigenze di tutela  dei lavoratori tutti con la necessità di garantire la continuità dell’azione amministrativa. Si tratta, comunque, di un documento in continuo aggiornamento, aperto al confronto di tutti gli interessati.

Il nostro obiettivo come O.S. USB PI MINISTERO dell’Interno rimane la tutela e la sicurezza dei lavoratori nel continuo confronto e rispetto di questo Dicastero per definire insieme un vero processo di modernizzazione della stessa e per cercare di suggerire soluzioni capaci di poter favorire lo snellimento delle procedure per l’individuazione delle situazioni di “fragilità” tra i lavoratori, atteso che ci risulta che vengono ancora richieste inutili e superflue certificazioni/dichiarazioni.

Al riguardo, come noto, con il citato accordo le parti hanno inteso condividere l’obiettivo del rientro negli uffici in presenza del 50% dei lavoratori, al fine di evitare assembramenti di persone nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici, per i necessari spostamenti casa-lavoro e viceversa, a condizione che vengano garantite condizioni di salubrità degli ambienti di lavoro e di sicurezza dei dipendenti in ordine all’emergenza sanitaria da Covid 19.

Lo scrivente Coordinamento Nazionale Ministero Interno per quanto sopra esposto rimane in attesa di  convocazione.

 

USB Pubblico Impiego - Coordinamento Nazionale Ministero Interno

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