PNRR e assunzioni: per l'USB una PA senza precarietà è una PA migliore.

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La Pubblica Amministrazione, a fronte di un ormai universalmente riconosciuto vuoto di organico causato da un ventennio di blocco del turn over, si appresta, secondo quanto annunciato dal ministro Zangrillo, ad effettuare circa 450mila assunzioni nel triennio 2023-2025.

 

Non è chiaro se tempo determinato o indeterminato, e neanche se si intende capitalizzare il patrimonio di professionalità che è stato già selezionato per il PNRR e non solo.

 

Un numero probabilmente insufficiente anche solo per recuperare quanto perso in termini di posti di lavoro, sicuramente non rappresenta quell’investimento che sarebbe indispensabile per un reale rilancio del settore pubblico che, come la pandemia ha drammaticamente messo in chiaro, è il pilastro su cui si regge il nostro Paese.

Servono assunzioni, ne servono tante. Più di 450mila. Sarebbe paradossale che il PNRR, insieme a tanta supposta modernizzazione, portasse precarietà invece di valorizzazione delle nuove professionalità ad esso collegate.

Ad oggi gli interventi normativi per consentire la stabilizzazione di questo personale sono a macchia di leopardo nei vari settori e nelle varie amministrazioni. Se qualche passo in avanti, seppure insufficiente, si sta facendo per i precari PNRR del MEF e della PCM, per gli altri non è previsto al momento nessun intervento, addirittura per le migliaia di precari della Giustizia è negata anche la proroga oltre i 36 mesi.  

Serve una nuova stagione di stabilizzazioni che elimini le sacche di precariato, vecchie e nuove che siano, e dia il via al rilancio della Pubblica Amministrazione nel segno della buona occupazione.

Buona perché destinata a migliorare i servizi pubblici per i cittadini; buona perché fatta di diritti e dignità. Dal PNRR si vuole ottenere una PA migliore e siamo convinti che questo obbiettivo passi anche per assunzioni straordinarie e per l’eliminazione della precarietà come dato strutturale del nostro settore pubblico.

Son queste le ragioni per le quali l’USB ha deciso di intraprendere un percorso che si pone come obiettivo quello del superamento del precariato e delle assunzioni stabili e che avrà inizio con una serie di assemblee dei lavoratori.

Si parte il 20 aprile con i precari della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per proseguire con quelle al momento in programma, dedicate ai precari della Giustizia, il 27 e 28 aprile e il 3 maggio, rispettivamente a Roma, Napoli e Torino.

Una PA senza precarietà è una PA migliore.

 

Unione Sindacale di Base - Pubblico Impiego