GREEN PASS:ESTORSIONE DI STATO. USB SCRIVE NUOVAMENTE AL MINISTERO PER SOLLECITARE ACCORDO SINDACALE PER SICUREZZA SUL LAVORO, NUOVI PROTOCOLLI E TAMPONI GRATUITI PER I LAVORATORI.

Roma -

 

Con la prossima entrata in vigore del D.L. 127 relativo al cosiddetto green pass, la scrivente O.S. è costretta a registrare un aumento esponenziale del caos nei vari uffici di codesta amministrazione dislocati in quasi tutto il territorio nazionale.

Si rappresenta che tale situazione potrebbe determinare un aumento del tasso di assenteismo negli uffici, compresi quelli prefettizi già gravati da cronica carenza di personale, anche in considerazione della grave condizione recentemente denunciata da vari Presidenti di regione, relativa alle difficoltà logistiche che incontreranno i servizi farmaceutici nel garantire una enorme quantità di tamponi ogni 48 ore.

 La scrivente USB Interno precisa:

  • che il D.L. in oggetto rappresenta una norma generale, che andrà ad impattare pesantemente su un quadro organizzativo complessivo di singoli uffici;
  • l’art.7 comma 6 lettera k del vigente CCNL Funzioni centrali, in relazione all’applicazione di misure concernenti la salute e sicurezza sul lavoro, prevede una apposita contrattazione integrativa nazionale e successivamente una contrattazione di sede territoriale;
  • che bisognerebbe procedere in direzione di un accordo sindacale, e fino a quando mancherà tale accordo, la norma non potrà essere adeguatamente recepita e quindi non sarà applicabile.

In attesa delle tanto annunciate linee guida relative sia al green pass che al rientro in massa dei dipendenti disposto dal DPCM del 23 settembre, cresce anche la preoccupazione del personale dell’Amministrazione Civile, compreso quello vaccinato, in relazione alla situazione che potrà verificarsi dal 15 p.v. con la presenza in massa dei dipendenti nei luoghi di lavoro.

Nella precedente nota la USB Interno aveva richiesto il  massimo impegno nella implementazione e miglioramento delle opportune misure organizzative, di prevenzione e protezione, a partire dal distanziamento interpersonale, dall’ utilizzo di  DPI adeguati, forniti gratuitamente dall’Amministrazione, e da un’accurata pulizia e sanificazione dei locali, misure indifferibili per garantire la salute e sicurezza anche alla luce del nuovo quadro epidemiologico determinatosi a seguito della prevalenza di varianti con maggiore tasso di contagiosità e la possibile insorgenza di altre in grado di superare le difese indotte dal vaccino.

Ma al momento si ritiene che ciò non sia sufficiente a tutelare il personale dai pericoli provenienti da un rientro obbligato in presenza, lasciando ovviamente in lavoro agile i lavoratori fragili, genitori con figli minori di 14 anni e caregiver.

I protocolli di sicurezza vanno sottoposti ad una nuova contrattazione, l’aggiornamento dei DVR non è stato attuato in tutti gli uffici, e bisogna rimettere mano a tutta la materia in tema di sicurezza sul lavoro. Tutto ciò poco si concilia con la prossima scadenza del 15 ottobre.

Pertanto, nelle more della contrattazione di cui sopra, non sussistendo al momento un obbligo giuridico di sottoposizione al vaccino, e in considerazione che il D.L. dichiara esplicitamente che la finalità sia quella di “prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2”, e visto che le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non possono comportare in nessun caso oneri finanziari per i lavoratori, così come sancito dall’art.15 comma 2 del D.LGS.81 del 2008, si raccomanda nuovamente all’amministrazione di approntare misure organizzative idonee all’effettuazione di test gratuiti per i lavoratori e si resta in attesa di conoscere le modalità con le quali l’amministrazione intenda organizzarli.

Inoltre si ricorda a codesta Amministrazione che il Regolamento UE 14 giugno 2021 n.953 stabilisce il principio di non discriminazione diretta o indiretta delle persone che non sono vaccinate.

USB PI - Coordinamento Ministero Interno

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