Napoli: disposizioni in materia di lavoro agile ex art.1 del D.L. del 30.4.2021 n. 56.

Roma -
Al Sig. QUESTORE di NAPOLI
Dott. Alessandro GIULIANO
Al Dirigente dell'Ufficio Immigrazione
della Questura di NAPOLI
Al Dirigente del Compartimento Polizia Stradale
per la Campania e la Basilicata
All'Ufficio di Gabinetto - 4 Sezione  - Organizzazione degli Uffici
e Programmazione Rapporti Sindacali della Questura di Napoli
E, p.c.
Al Dipartimento Politiche del Personale
dell’Amministrazione Civile e per le Risorse
Strumentali e Finanziarie
Ufficio IV – Relazioni Sindacali
Al Dipartimento di Pubblica Sicurezza
Ufficio Affari Generali e Personale
 

La scrivente USB P.I. – Ministero dell’Interno è venuta a conoscenza che, in seguito all’emanazione del D.L. in oggetto indicato, che elimina la soglia minima del 50% di lavoratori pubblici in lavoro agile emergenziale, in alcuni uffici come il Compartimento Polstrada e l’Ufficio Immigrazione di Napoli, i rispettivi dirigenti stanno richiamando il personale in presenza, diminuendo progressivamente le giornate in lavoro agile.

 

A giudizio della scrivente USB P.I. – Ministero dell’Interno tali iniziative, tra l’altro non preventivamente condivise con le OO.SS. e le R.S.U., ma semplicemente comunicate come decisioni già prese, al momento attuale appaiono inopportune e potenzialmente fonte di rischio per la salute dei lavoratori.

Codesta Amministrazione si sta assumendo una forte responsabilità nei confronti dei propri dipendenti, perché la fase attuale non può essere considerata come un “ritorno alla normalità, in sicurezza”.

Infatti l’epidemia ed il periodo pandemico non sono affatto terminati, come peraltro stabilito dal D.L. 52 che prevede la proroga dello stato di emergenza fino al 31 luglio c.a. Pertanto risulta poco comprensibile un’accelerazione di questo tipo, in un momento in cui perdura una criticità sanitaria, con uffici poco attrezzati, che distribuiscono poco e in modo discontinuo i necessari D.P.I., a volte non idonei, ed in presenza di un drammatico carico sul sistema del trasporto pubblico, storicamente carente nella città di Napoli, e che, potenzialmente, rappresenta un veicolo di diffusione del contagio.

Per tali motivi la scrivente USB Interno chiede, al fine di salvaguardare la salute e la sicurezza dei  lavoratori tutti:

  • di cessare qualsiasi iniziativa unilaterale in merito al rientro in presenza del personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno, a meno che ciò non avvenga su base volontaria, rispettando le opportune norme di sicurezza, e, nell’ambito di un quadro di corrette relazioni sindacali, di condividere le modalità di un reale e non azzardato ritorno dei lavoratori in sicurezza con tutte le OO.SS e le R.S.U;

 

  • di dare immediata e totale applicazione alla nota n.555 – II/PERS/7464/5.E.5.3 del 5 maggio u.s. pervenuta dalla Segreteria del Dipartimento della P.S. ove si legge “ attesa l’esigenza di garantire il rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia – stante anche la proroga dello stato di emergenza fino al 31 luglio p.v. – nel richiamare le indicazioni in ordine alle modalità organizzative semplificate del lavoro agile, già fornite con precedenti comunicazioni, si segnala la necessità di assicurare, comunque, il rispetto delle precrizioni dettate, per ciascuna struttura, dal rispettivo medico competente;

Pertanto da ciò deriva l’inderogabilità di interpellare ad horas il Medico Competente per ogni struttura ove sia previsto il rientro in presenza del personale, informando tempestivamente per iscritto le OO.SS. e le R.S.U. delle determinazioni dallo stesso adottate, soprattutto in merito ad una attenta valutazione dei rischi e al prescritto aggiornamento del DVR, lì ove questo non sia ancora avvenuto; 

  • di non modificare la situazione numerica di giornate in lavoro agile relativamente ai lavoratori fragili, cui va garantita la massima tutela, ai fruitori di legge 104, ai dipendenti genitori di figli minori di anni 14, che devono continuare a garantire la massima sintonia dei tempi lavoro/famiglia, ai dipendenti che sono utenti di mezzi pubblici, nonché a coloro che provengono dall’hinterland e da altri comuni.

 

  • In considerazione dell’approssimarsi della stagione estiva, di voler prestare la massima e scrupolosa cura in merito al funzionamento degli impianti di condizionamento, che rappresentano, se utilizzano la funzione di ricircolo dell'aria tra gli ambienti o non vengono correttamente e frequentemente sanificati (si vedano i report dell'ISS sul tema), potenziale  fonte di contagio. Obiettivo fondamentale deve essere quello di far sì che la graduale ripresa delle attività in presenza avvenga nel rispetto di elevati standard di sicurezza per la collettività tutta.

A tal scopo appare necessario che l’Amministrazione, in una logica di totale trasparenza, proceda ad un elenco dettagliato dei vari impianti di condizionamento esistenti negli uffici e definisca quali interventi si assumeranno prima della attivazione degli stessi, inviando tale nota alle OO.SS. e alle R.S.U. Così come continua ad essere fondamentale, la sanificazione degli ambienti lavorativi e la dovuta informazione al personale circa gli interventi effettuati, rendendo note le schede tecniche dei prodotti usati.

Quanto sopra richiesto rappresenta il minimo allo scopo di evitare insensate iniziative unilaterali e garantire il diritto alla salute del personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno.

 

USB Pubblico Impiego - Coordinamento Nazionale Ministero Interno