689€ pro capite di remunerazione persi nel 2020

Roma -

 

Finalmente l’Amministrazione ha certificato che dall’avvio del lavoro da remoto (cd. -impropriamente- lavoro agile emergenziale di carattere ordinario) noi lavoratori “civili” abbiamo perso nel 2020, complessivamente 11.997.456,00 € di buoni pasto non corrisposti e lavoro straordinario non riconosciuto e non retribuito, pari a circa 689€ pro capite, considerando l'intero personale non dirigente dell'Amm.ne civile.

 

 

USB ha chiesto fin da subito che questi risparmi venissero redistribuiti sotto forma di indennizzo una tantum: richiesta non affatto infondata, perché in molti hanno fatto tanto straordinario non retribuito, tanti sono rimasti sempre connessi al lavoro con PC e anche tramite cellulare senza mai staccare e usando i propri mezzi informatici, rinunciando alla propria privacy, perché tutti abbiamo usato telefoni mobili e talvolta anche fissi privati per rimanere continuamente reperibili, senza che ci sia mai stata riconosciuta alcuna reperibilità.

In tanti hanno cercato di allestire postazioni di lavoro, comprando anche connessioni dati più veloci, PC, tavolini o sedie.

In molti soffrono di problemi muscolo scheletrici dovuti alla postura adottata in posizioni non idonee.

I colleghi  spesso sono stati costretti a sconvolgere anche gli spazi domestici, riducendosi a confondere l'ambiente domestico con il posto di lavoro e viceversa, molto spesso facendo i turni con gli altri familiari per poter usare i PC.

Tra l’altro, la norma alla quale ci si richiama per non restituirci il maltolto, prevede che gli strumenti di lavoro e il PC debba fornirli l’Amministrazione.

Per non parlare poi del lavoro di cura, che purtroppo ricade ancora troppo usualmente solo sulle donne, le quali trovandosi tutta la famiglia tutti i giorni della settimana e tutto il giorno a casa, sostengono un carico di lavoro domestico eccessivo al quale si è aggiunto pure il lavoro da remoto.

A tal riguardo, anche il prossimo 8 marzo, USB ha aderito alla giornata mondiale di lotta contro i femminicidi, le discriminazioni e il non riconoscimento del ruolo delle donne nella società.

https://www.usb.it/leggi-notizia/sciopero-generale-8-marzo-usb-da-appuntamento-a-piazza-esquilino-e-in-viale-trastevere-1024.html

https://nonunadimeno.wordpress.com/2021/02/23/non-una-di-meno-lancia-lo-sciopero-dell8-marzo/

L’Amministrazione è decisa a spostare nel Fondo Risorse Decentrate 2021 (ex FUA) i circa 689€ pro capite, ritenendo di utilizzarli per la contrattazione decentrata al fine della remunerazione corrispondente alla valutazione della performance (cd. pagellina o scheda di valutazione) o per eventuali progressioni economiche.

Né l’uno né l’altro sistema vanno bene: il primo perché, come sentenziato da un giudice del lavoro, purtroppo le valutazioni nel Ministero dell’Interno vengono effettuate in contrasto alla norma e si basano su arbitrarie pretese o convinzioni dei dirigenti; il secondo, perchè destinare tali risparmi alle progressioni (che tra l’altro si basano sulle valutazioni), significherebbe non restituire a tutti il maltolto ma sottrarlo a molti per darli ai pochi vincitori delle selezioni.

La posizione di USB è netta ed equa: i circa 12 mln di euro devono ritornare nelle tasche dei lavoratori in lavoro agile emergenziale nel corso del 2020 che nei giorni di lavoro da casa non si sono visti riconosciuti:

  • buono pasto;
  • lavoro straordinario effettuato e non retribuito;
  • reperibilità e spese per gli strumenti di lavoro!

 

USB PI - Coordinamento Nazionale Ministero Interno

 

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