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            <title>Rss Feed interno.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di interno.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 15 May 2026 18:44:14 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 18:44:14 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Thu, 14 May 2026 12:24:58 +0200</pubDate>
                        <title>Formazione obbligata e carichi di lavoro: USB chiede chiarezza e rispetto dei diritti del personale civile..</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/formazione-obbligata-e-carichi-di-lavoro-usb-chiede-chiarezza-e-rispetto-dei-diritti-del-personale-civile-1235.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Formazione obbligata e carichi di lavoro:</strong> USB chiede chiarezza e rispetto dei diritti del personale civile USB Pubblico Impiego – Interno segnala una situazione che sta emergendo in numerosi uffici periferici della Polizia di Stato, dove il personale dell’Amministrazione Civile viene coinvolto — e in molti casi di fatto obbligato — a partecipare alle iniziative formative previste dalla circolare n. 4686 del 6 maggio 2026, relativa ai sussidi economici.</p>
<p class="text-justify">Tali attività, pur formalmente qualificate come percorsi di formazione, si inseriscono in un contesto lavorativo già segnato da carichi di lavoro rilevanti e da una crescente pressione organizzativa, determinando un ulteriore aggravio per il personale civile.</p>
<p class="text-justify">USB evidenzia come sia inaccettabile imporre obblighi formativi senza il pieno riconoscimento degli stessi ai fini del raggiungimento delle 40 ore annue previste dalla Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione del 14 gennaio 2025.</p>
<p class="text-justify">➡ La formazione è lavoro: lo stabilisce chiaramente il CCNL Funzioni Centrali, che prevede che le attività formative siano svolte in orario di servizio e con pieno riconoscimento giuridico ed economico.</p>
<p class="text-justify">Non possono quindi essere considerate un “onere aggiuntivo” scaricato sui lavoratori.</p>
<p class="text-justify">USB richiama inoltre l’attenzione dell’Amministrazione su un aspetto tutt’altro che secondario:</p>
<p class="text-justify"><br /> &nbsp; &nbsp; 👉 l’imposizione di ulteriori carichi, senza adeguata organizzazione e riconoscimento, può incidere negativamente sul benessere organizzativo e alimentare condizioni di stress lavoro‑correlato, con possibili ricadute anche sotto il profilo del danno organizzativo.</p>
<p class="text-justify">Tali profili si inseriscono nel quadro degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, oltre a poter determinare responsabilità dirigenziali ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 165/2001.</p>
<p class="text-justify">Per questi motivi, USB ha formalmente richiesto all’Amministrazione:</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp;👉il riconoscimento delle attività formative ai fini delle 40 ore obbligatorie;</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp;👉la possibilità di fruirne, su base volontaria, anche in modalità di lavoro agile;</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp;👉un chiarimento immediato e univoco sulla corretta applicazione della circolare.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>⚠</strong> USB diffida l’Amministrazione dal proseguire in prassi che scaricano sui lavoratori oneri non riconosciuti, in violazione dei principi contrattuali e normativi.</p>
<p class="text-justify">Il rispetto delle regole, dei diritti e della dignità dei lavoratori non è negoziabile.</p>
<p class="text-justify">USB continuerà a monitorare la situazione e ad attivare tutte le iniziative necessarie a tutela del personale civile.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p><em>In allegato nota inviata</em></p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155542</guid>
                        <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:06:00 +0200</pubDate>
                        <title>IL 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE! FERMIAMO  IL LAVORO,  FERMIAMO LA GUERRA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/il-18-maggio-sciopero-generale-fermiamo-il-lavoro-fermiamo-la-guerra-0711.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il 18 maggio USB proclama lo sciopero generale. Lo facciamo&nbsp; perché&nbsp; la guerra non è lontana dalla nostra vita. La guerra entra nelle nostre buste paga,&nbsp; nei prezzi al supermercato, nelle bollette, nella benzina, negli affitti, nei tagli alla sanità, nella scuola che cade a pezzi, nei servizi pubblici sempre&nbsp; più poveri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. LA GUERRA ENTRA NELLE NOSTRE TASCHE</p>
<p>Ogni euro speso per armi, missioni militari, riarmo europeo e sostegno&nbsp; ai governi di guerra è un euro tolto ai salari, alle pensioni, alla sicurezza nei luoghi di lavoro, agli ospedali,&nbsp; ai trasporti, alla casa, alla vita di chi lavora. Ci dicono che non ci sono soldi per aumentare gli stipendi,&nbsp; ma trovano miliardi per comprare armi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. CHI LAVORA STA GIÀ PAGANDO</p>
<p>Ci chiedono di accettare contratti poveri, turni massacranti,&nbsp; precarietà, cassa integrazione, licenziamenti e produttività sempre più alta.&nbsp; Intanto i salari restano fermi e tutto aumenta: la spesa, la benzina, le bollette, i mutui, gli affitti, il costo di mandare&nbsp; avanti una famiglia. Il governo sceglie il riarmo, la complicità con Israele, il sostegno alla guerra e la repressione di chi si oppone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. PERCHE' SCIOPERIAMO</p>
<p>Il genocidio in Palestina, l'assalto alla Global Sumud Flotilla, il sequestro degli attivisti in acque internazionali,&nbsp; la detenzione illegale di Thiago Avila e Saif Abu Keshek indicano fino a che punto si è arrivati.&nbsp; Per questo diciamo: nemmeno un chiodo per guerre e genocidio. Non deve uscire nemmeno un chiodo dalle fabbriche, dai porti, dalla logistica, dagli uffici, dalla scuola, dall'università, dalla ricerca, dalla sanità, dai servizi, da ogni luogo dove il lavoro produce&nbsp; la ricchezza del&nbsp; Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. IL 18 MAGGIO FERMIAMO IL PAESE</p>
<p>Scioperiamo perché chi lavora non può continuare a pagare il prezzo della guerra. Vogliamo aumenti veri in busta&nbsp; paga, il blocco dei rincari,&nbsp; investimenti in sanità, scuola, welfare, casa e servizi pubblici. Vogliamo sicurezza nei luoghi di lavoro, stabilità occupazionale, diritti sindacali,&nbsp; libertà di manifestare e di scioperare. Vogliamo che l'economia serva alla vita, non alla morte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Unione Sindacale di Base</strong></p>
<p>Ecco l’elenco delle piazze:</p>
<p><a href="https://www.usb.it/leggi-notizia/la-flotilla-riparte-senza-nessuna-protezione-istituzionale-ce-solo-lo-sciopero-generale-per-difenderla-il-18-maggio-in-piazza-per-la-palestina-contro-riarmo-e-complicita-di-governo-italiano-e-ue-1021.html" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.usb.it/leggi-notizia/la-flotilla-riparte-senza-nessuna-protezione-istituzionale-ce-solo-lo-sciopero-generale-per-difenderla-il-18-maggio-in-piazza-per-la-palestina-contro-riarmo-e-complicita-di-governo-italiano-e-ue-1021.html</a></p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155304</guid>
                        <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:36:00 +0200</pubDate>
                        <title>USB Pubblico Impiego in presidio al Ministero per la Pubblica Amministrazione per salari adeguati, aumenti contrattuali e democrazia sindacale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/usb-pubblico-impiego-in-presidio-al-ministero-per-la-pubblica-amministrazone-per-salari-adeguati-aumenti-contrattuali-e-democrazia-sindacale-1519.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Salari adeguati al costo della vita, aumenti contrattuali veri e democrazia sindacale: questi i temi che hanno caratterizzato un partecipato presidio indetto dall'Usb sotto le finestre del Ministero per la Pubblica Amministrazione a Roma, Piazza Vidoni, alla vigilia del confronto che si terrà domani 16 aprile all’Aran sul rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.</p>
<p>Questi temi sono stati rappresentati dalla delegazione Usb che è stata ricevuta alla Funzione Pubblica.</p>
<p>Alla continuità contrattuale a perdere rispondiamo con la continuità del conflitto e della lotta, unica arma per restituire al contratto la sua funzione di avanzamento sul piano economico e dei diritti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Pubblico Impiego</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155250</guid>
                        <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:28:50 +0200</pubDate>
                        <title>Entra nel vivo la tornata di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici 2025-2027. </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/entra-nel-vivo-la-tornata-di-rinnovo-dei-contratti-dei-dipendenti-pubblici-2025-2027-15-aprile-ore-1000-assemblea-presidio-sotto-al-ministero-per-la-pa-piazza-vidoni-1332.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>15 aprile ore 10,00 assemblea/presidio sotto al Ministero per la PA (piazza Vidoni)</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La tornata contrattuale in corso si colloca inevitabilmente in continuità con quella precedente, conclusa lo scorso anno e che ha visto un sensibile arretramento dei salari reali e una sostanziale rottura del sistema di relazioni sindacali basato sulla concertazione, con l’espulsione delle tre organizzazioni sindacali, ree di non aver firmato un contratto a perdere, dai tavoli della contrattazione integrativa.</p>
<p class="text-justify">Una tornata contrattuale ipotecata dal drammatico scenario internazionale caratterizzato da un conflitto pesantissimo in Medio Oriente con l' inevitabile impennata dei prezzi che, visto che il governo considera le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali non contrattabili, rischiano di produrre anche nei CCNL 2025-2027 un’ulteriore perdita del potere d’acquisto dei salari.</p>
<p class="text-justify">Da qui la scelta di USB PI di caratterizzare la propria piattaforma contrattuale su salari, diretti e indiretti, e democrazia sindacale, a partire dalla improcrastinabile necessità di introdurre un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, per assicurare da un lato la tenuta dei salari, dall'altro restituire al contratto la sua naturale funzione: assicurare un avanzamento economico.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ecco i punti che caratterizzeranno la giornata del 15 aprile:</p><ul> 	<li class="text-justify">Aumenti salariali superiori all’inflazione per restituire al CCNL la funzione di redistribuzione della ricchezza;</li> 	<li class="text-justify">Aumento dei buoni pasto, il cui valore di 7 euro risale al 2012 e sicuramente non garantisce un pasto adeguato, soprattutto in una fase in cui l'inflazione pesa sul carrello della spesa molto di più che su altri beni di consumo;</li> 	<li class="text-justify">Cancellazione dell’apartheid sindacale per le organizzazioni che decidono di non firmare i contratti nazionali;</li> 	<li class="text-justify">Riconoscimento del ruolo che la legge assegna alle RSU garantendone piena rappresentanza a tutti i livelli di contrattazione integrativa anche nazionali.</li> </ul><p class="text-justify">Finora l’ARAN ha fatto orecchie da mercante e allora è tempo di andare a farci sentire sotto le finestre del Ministro Zangrillo, il quale, nel frattempo, ci ha fatto sapere che non ci sono risorse aggiuntive per i contratti, ma continua a rilasciare interviste nelle quali si vanta della famigerata continuità contrattuale evitando di dire che essa finora ha prodotto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici un calo dei salari reali di quasi dieci punti percentuali.</p>
<p class="text-justify">Abbattere le compatibilità del nuovo patto di stabilità che fissa gli aumenti contrattuali a prescindere dall’inflazione reale</p>
<p class="text-justify">Rompere la gabbia di un sistema di relazioni sindacali basato sulla complicità e la repressione del dissenso, rimettendo le RSU, democraticamente elette da lavoratrici e lavoratori pubblici, al centro del sistema della contrattazione integrativa.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Per non pagare i costi della guerra che vogliono far ricadere su lavoratrici e lavoratori</p>
<p class="text-justify">Mercoledì 15&nbsp;aprile&nbsp;ore 10,00 manifestazione nazionale al ministero della Pubblica Amministrazione</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155240</guid>
                        <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:36:04 +0200</pubDate>
                        <title>La piattaforma USB per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego 2025-2027</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/la-piattaforma-usb-per-il-rinnovo-dei-contratti-del-pubblico-impiego-2025-2027-2342.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scarica e consulta la nostra piattaforma per il rinnovo del CCNL FC 2025-2027</strong>.</p>
<p>Ecco l'indice:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RILANCIARE IL RUOLO STRATEGICO DELLE FUNZIONI CENTRALI</p>
<p>ASSUNZIONI, NEOSSUNTI, PRECARI</p>
<p>ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E RIDUZIONE DELL’ORARIO E PARITÀ DI SALARIO</p>
<p>AUMENTI SALARIALI</p>
<p>FONDO RISORSE DECENTRATE</p>
<p>VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE</p>
<p>BUONI PASTO</p>
<p>MALATTIA</p>
<p>ORDINAMENTO PROFESSIONALE E NORMA DI PRIMA APPLICAZIONE</p>
<p>SMART WORKING</p>
<p>SALUTE E SICUREZZA</p>
<p>FORMAZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO</p>
<p>DEMOCRAZIA SINDACALE</p>
<p>ABOLIZIONE DEI FONDI PENSIONE</p>
<p>FERIE</p>
<p>WELFARE AZIENDALE</p>
<p>TURNI E REPERIBILITÀ</p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155079</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:59:26 +0100</pubDate>
                        <title>NUOVO SISTEMA DI VALUTAZIONE 2026.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/nuovo-sistema-di-valutazione-2026-1502.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Criticità relative alle nuove modalità di misurazione della performance – Richiesta di chiarimenti.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Negli ultimi giorni assistiamo alla diffusione di toni trionfalistici da parte delle sigle sindacali firmatarie del recente Contratto Integrativo del Ministero</strong>, le stesse che avevano già sottoscritto il precedente CCNL, contribuendo alla significativa perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni del personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Mentre tali organizzazioni sindacali continuano a riproporre narrazioni autoreferenziali prive di riscontro nella realtà lavorativa quotidiana, <strong>alla USB Interno continuano a pervenire segnalazioni da numerosi uffici periferici</strong> circa un possibile peggioramento delle condizioni introdotte con il nuovo sistema di valutazione della performance.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Le osservazioni provenienti dai territori, che riteniamo doveroso rappresentare, indicano che il nuovo impianto valutativo potrebbe aver introdotto elementi più restrittivi rispetto al passato, con conseguenze potenzialmente lesive per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ci auguriamo sinceramente di essere smentiti</strong> e che le criticità riscontrate trovino un immediato chiarimento da parte dell’Amministrazione.</p>
<p class="text-justify">A seguire, si riporta integralmente la nota ufficiale trasmessa all’Amministrazione per le necessarie verifiche e richieste di chiarimento.</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>
<p><em>In allegato nota inviata</em></p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155078</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:53:49 +0100</pubDate>
                        <title>Legge di bilancio 2026: nuove tutele per la genitorialità e la conciliazione vita-lavoro </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/applicazione-della-legge-30-dicembre-2025-n199-inadempienze-dellamministrazione-e-tutela-dei-diritti-dei-lavoratori-1454.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Applicazione della Legge 30 dicembre 2025, n.199 – Inadempienze dell’Amministrazione e tutela dei diritti dei lavoratori.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>DIRITTI SULLA GENITORIALITÀ BLOCCATI PER INERZIA DELL’AMMINISTRAZIONE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>La Legge c’è, ma il Viminale non la applica</strong></p>
<p class="text-justify">La USB Interno denuncia pubblicamente la <strong>gravissima inadempienza</strong> dell’Amministrazione Civile dell’Interno che, a quasi tre mesi dall’entrata in vigore della <strong>Legge 30 dicembre 2025, n. 199</strong>, non ha ancora reso fruibili ai lavoratori le nuove tutele sulla genitorialità introdotte dal Parlamento.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La legge – pienamente operativa dal <strong>1° gennaio 2026</strong> – ha previsto importanti ampliamenti relativi al <strong>congedo parentale</strong>, tra cui:</p><ul> 	<li class="text-justify">estensione della fruibilità fino ai <strong>14 anni del figlio</strong>;</li> 	<li class="text-justify">ampliamento dei diritti per i genitori con figli con <strong>disabilità grave (L.104/1992)</strong>;</li> 	<li class="text-justify">aumento dei periodi indennizzabili fino ai 14 anni;</li> 	<li class="text-justify">estensione dei termini per <strong>adozioni e affidamenti</strong>;</li> 	<li class="text-justify">raddoppio dei giorni di congedo per <strong>malattia del figlio</strong>.</li> </ul><p class="text-justify">Nonostante ciò, <strong>l’Amministrazione non ha emanato alcuna direttiva operativa</strong>, né aggiornato le piattaforme e le procedure interne.<br /> RISULTATO: lavoratrici e lavoratori <strong>non possono esercitare diritti che la legge ha già riconosciuto</strong>.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>UN DANNO PER I LAVORATORI, UNA RESPONSABILITÀ PER L’AMMINISTRAZIONE</strong></p>
<p class="text-justify">Il ritardo non è solo una inefficienza:<br /> è una <strong>lesione dei diritti soggettivi</strong>, con casi nei quali – come segnalato dalle strutture territoriali – si rischia perfino la <strong>perdita definitiva del diritto</strong> a causa del compimento del 14° anno del figlio.</p>
<p class="text-justify">USB Interno ritiene <strong>inaccettabile</strong> che un diritto sancito da una legge dello Stato sia sospeso per mera inerzia burocratica.<br /> Ancora una volta, i lavoratori pagano il prezzo della disorganizzazione amministrativa.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB INTERNO INTERVIENE</strong></p>
<p class="text-justify">Per tali motivi la nostra O.S. ha già inviato una <strong>formale nota al Dipartimento</strong>, chiedendo:</p><ol> 	<li class="text-justify">l’immediata emanazione delle istruzioni operative;</li> 	<li class="text-justify">l’adeguamento urgente delle procedure e dei sistemi informatici;</li> 	<li class="text-justify">la garanzia che tali diritti siano applicati <strong>in modo uniforme su tutto il territorio nazionale</strong>.</li> </ol><p class="text-justify"><strong>NON FAREMO UN PASSO INDIETRO</strong></p>
<p class="text-justify">USB Interno continuerà a vigilare e a intervenire in ogni sede affinché:</p><ul> 	<li class="text-justify">nessun diritto venga negato;</li> 	<li class="text-justify">nessun lavoratore sia penalizzato;</li> 	<li class="text-justify">l’Amministrazione rispetti i propri obblighi istituzionali.</li> </ul><p class="text-justify">Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che riscontrassero difficoltà o dinieghi a <strong>segnalarlo immediatamente alle strutture USB</strong>.</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>
<p><em>In allegato nota inviata</em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://interno.usb.it/fileadmin/archivio/interno/csm_490740_20fe7b71b6.jpg" length="55551" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154939</guid>
                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 23:47:00 +0100</pubDate>
                        <title>9 MARZO: SCIOPERO GENERALE. RIPRENDIAMOCI TUTTO!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/9-marzo-sciopero-generale-riprendiamoci-tutto-0009.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre il Governo vara decreti &quot;scatola vuota&quot; sulla parità salariale, la realtà per le donne in Italia resta un percorso a ostacoli fatto di precarietà e rinunce. Non è un caso, è una scelta politica!</p>
<p><strong>La realtà che il Governo ignora:</strong></p><ul> 	<li><strong>Dimissioni forzate:</strong>&nbsp;Oltre 60.000 madri l'anno lasciano il lavoro perché mancano i servizi. Non sono scelte volontarie, è un'espulsione di massa dal mercato del lavoro.</li> 	<li><strong>Part-time obbligatorio:</strong>&nbsp;Il 41% delle giovani madri è intrappolato in contratti ridotti e salari da fame perché lo Stato ha tagliato il welfare.</li> 	<li><strong>Lavoro di cura invisibile:</strong>&nbsp;Le donne continuano a essere il "finto welfare" del Paese, costrette a supplire alle mancanze di asili e assistenza agli anziani.</li> 	<li><strong>Premi negati:</strong>&nbsp;Contratti firmati anche da CGIL-CISL-UIL che escludono chi va in maternità dai premi di produzione.</li> </ul><p><strong>Perché scioperiamo?</strong></p>
<p>Perché mentre i prezzi corrono, i servizi pubblici chiudono e le risorse finiscono in&nbsp;<strong>armi e guerra</strong>, a noi restano solo le briciole di una parità di facciata.</p>
<p><strong>Rivendichiamo:</strong></p><ol> 	<li><strong>Salario Minimo e aumenti veri:</strong>&nbsp;Basta paghe da fame che alimentano il gender pay gap.</li> 	<li><strong>Welfare Pubblico e Universale:</strong>&nbsp;Asili nido e servizi gratuiti per liberarci dal ricatto del lavoro domestico.</li> 	<li><strong>Tutele reali:</strong>&nbsp;Stop alla discrezionalità dei padroni sulle nostre vite.</li> </ol><p><strong>Il 9 marzo incrociamo le braccia contro la precarietà forzata e per un salario dignitoso. Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-right">USB Pubblico Impiego</p>
<p class="text-center">* * *</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Iniziativa verso l'8 Marzo, sciopero generale 9 Marzo</em></p>
<p><strong>GUERRA ALLE DONNE: IL PREZZO DEL RIARMO È SULLE NOSTRE SPALLE</strong></p>
<p><em><u>Giovedì 5 Marzo ore 17, evento online trasmesso sui nostri social di USB&nbsp;</u></em></p>
<p><a href="https://youtu.be/AU6ZPvzvhYg" target="_blank" rel="noreferrer">https://youtu.be/AU6ZPvzvhYg</a></p>
<p>La crisi economica da anni ha raggiunto livelli insostenibili, e a pagare il conto più salato sono, ancora una volta, le donne. Dal trauma del Covid 19 al passaggio verso un’economia di guerra avanzata, il percorso è segnato: un costante impoverimento che colpisce prioritariamente le lavoratrici.</p>
<p><em>Un’economia di guerra contro il lavoro femminile</em></p>
<p>Viviamo in un contesto dove la militarizzazione dei bilanci pubblici sottrae ossigeno ai servizi sociali e ai salari. Mentre si finanziano le guerre, i rinnovi contrattuali nel pubblico e nel privato sono briciole: gli aumenti salariali non coprono nemmeno la metà del tasso di inflazione.&nbsp;Le risposte del Governo? Propaganda e incentivi ininfluenti. Il tanto sbandierato sgravio fiscale per le madri con 3 o più figli è uno specchietto per le allodole che raggiunge appena 500-600 mila lavoratrici su una platea di 6 milioni di madri (Dati Istat 2026). La realtà è un’altra: siamo di fronte a una guerra contro poveri e lavoratori e soprattutto lavoratrici.</p>
<p><em>Il cappio dei dazi e l'inflazione</em></p>
<p>Le lavoratrici sono&nbsp;oggi&nbsp;esposte ai nuovi rischi del protezionismo. I dazi USA colpiscono settori a forte presenza femminile come il tessile e l'abbigliamento (dove le donne sono il 60% della forza lavoro). Secondo stime ILO e WTO, il 38% dei posti di lavoro persi a causa dei dazi riguarderà proprio le donne.<br /> Inoltre, il rincaro dei beni agricoli ed energetici alimenta un’inflazione che divora redditi già bassi. Con un gender pay gap che resta strutturale, l’erosione del potere d'acquisto costringe le donne a ridurre le ore lavorative per sopperire alla mancanza di uno Stato sociale ormai smantellato.</p>
<p><em>Maternità e molestie: il ricatto del silenzio</em><br /> I numeri dell'ispettorato (INL 2024) sono una dichiarazione di guerra sociale:<br /> • 70% delle dimissioni volontarie (oltre 60.000 l'anno) sono rassegnate da madri con figli sotto i 3 anni.<br /> • Il 41% delle giovani madri lavora part-time, ma per la metà di loro è un’imposizione dovuta all'assenza di servizi.<br /> A questo si aggiunge la piaga delle molestie: 2 milioni di donne hanno subito ricatti o molestie in carriera. Secondo recenti indagini IPSOS, chi subisce molestie spesso perde il lavoro: il 28% si dimette per disperazione e il 14% viene addirittura licenziata.<br /> Per queste ragioni, USB ribadisce la necessità che la lotta per i diritti e il salario sia anche lotta contro la guerra. Rivendicare un salario dignitoso significa esigere che i soldi dei lavoratori tornino ai lavoratori, e non vengano bruciati nell’economia di guerra. Significa lottare per un welfare pubblico e universale che liberi le donne dal ricatto del lavoro domestico e dalla precarietà forzata. Non accetteremo di essere la carne da cannone di questa crisi. Contro il riarmo e lo sfruttamento, la nostra risposta è la mobilitazione permanente: per il salario, per i diritti, per un'economia che serva la vita e non la distruzione. Questi i nostri contenuti dello sciopero del 9 marzo.</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-right">USB Pubblico Impiego</p>
<p class="text-center">* * *</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>8 MARZO – GIORNATA INTERNAZIONALE DI LOTTA DELLE DONNE: Le donne della FSM contro la guerra imperialista, l’economia di guerra e lo sfruttamento</strong></p>
<p>USB Nazionale, 23/02/2026</p>
<p>L’<strong>8 marzo</strong>&nbsp;non è una celebrazione, ma una&nbsp;giornata di lotta. La&nbsp;<strong>Federazione Sindacale Mondiale</strong>&nbsp;&nbsp;è al fianco delle donne lavoratrici di tutto il mondo che resistono allo sfruttamento capitalistico, all’oppressione patriarcale e alla violenza dell’imperialismo.</p>
<p>Oggi l’imperialismo mostra il suo volto più feroce attraverso&nbsp;guerre, occupazioni, sanzioni economiche e saccheggio dei popoli.&nbsp;<strong>La FSM denuncia il&nbsp;genocidio in corso contro il popolo palestinese</strong>, che colpisce in modo brutale donne e bambini, e la&nbsp;continua aggressione imperialista contro il Venezuela, fatta di sanzioni criminali, ricatti e tentativi di destabilizzazione. Guerre e sanzioni sono strumenti di dominio che distruggono società intere e colpiscono prima di tutto le donne della classe lavoratrice.</p>
<p>I numeri smascherano questo sistema di morte e sfruttamento:<br /> le donne rappresentano&nbsp;oltre il 70% dei poveri nel mondo; guadagnano in media&nbsp;circa il 20% in meno&nbsp;rispetto agli uomini e sono concentrate nei settori più precari e meno tutelati.&nbsp;Più del 60% del lavoro non retribuito, fondamentale per la riproduzione sociale, ricade sulle donne, garantendo enormi profitti al capitale e risparmi agli Stati.</p>
<p>L’economia di guerra&nbsp;arricchisce l’industria bellica e i grandi monopoli, mentre milioni di donne vengono spin­te nella povertà, nella disoccupazione e nella precarietà. Le spese militari aumentano ovunque, mentre sanità pubblica, istruzione, welfare e diritti del lavoro vengono smantellati.</p>
<p>Nei contesti di guerra e occupazione,&nbsp;donne e bambini costituiscono la maggioranza delle vittime civili: bombardamenti, sfollamenti forzati, fame e mancanza di cure colpiscono soprattutto le donne. In Palestina, migliaia di donne sono state uccise, ferite o private dell’accesso a cure essenziali. Le&nbsp;sanzioni economiche, come quelle imposte al Venezuela, colpiscono direttamente le donne lavoratrici, riducendo l’accesso a cibo, farmaci, sanità e diritti sociali.</p>
<p>Le donne della classe lavoratrice subiscono un&nbsp;doppio e triplo sfruttamento: salari da fame, lavoro precario, carichi di cura imposti, discriminazioni sistemiche e violenza crescente.&nbsp;Capitalismo e patriarcato sono due facce dello stesso sistema.</p>
<p>La FSM afferma con chiarezza:<br /> senza la fine delle guerre imperialiste, senza la rottura con l’economia di guerra e senza giustizia sociale, non può esistere alcuna reale uguaglianza di genere.</p>
<p>In questo 8 marzo, la Federazione Sindacale Mondiale chiama le donne e gli uomini della classe lavoratrice a:</p><ul> 	<li>rafforzare la&nbsp;lotta contro l’imperialismo e le sue guerre</li> 	<li>opporsi alle sanzioni, alle occupazioni e allo sfruttamento capitalistico</li> 	<li>difendere lavoro, salario, diritti e servizi pubblici</li> 	<li>costruire solidarietà internazionalista tra i popoli</li> 	<li>lottare per un mondo libero da sfruttamento, oppressione e violenza</li> </ul><p>8 marzo: le donne della FSM contro la guerra imperialista, l’economia di guerra e lo sfruttamento.<br /> Senza pace e giustizia sociale, non c’è uguaglianza di genere.</p>
<p class="text-right">Federazione Sindacale Mondiale</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154776</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:41:00 +0100</pubDate>
                        <title>RICHIESTA DI INTERVENTI SU MOBILITA&#039; E BENESSERE DEL PERSONALE.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/richiesta-di-interventi-su-mobilita-e-benessere-del-personale-mobilita-bloccata-diritti-compressi-servono-risposte-1458.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MOBILITÀ BLOCCATA. DIRITTI COMPRESSI. SERVONO RISPOSTE.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>📌 Unità familiare (art. 42-bis)<br /> Stop alla preclusione per il personale delle Commissione nazionale per il diritto di asilo e le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>📌 Legge 104/1992</p>
<p>Sì all’avvicinamento nella stessa area metropolitana.<br /> Sì a punteggi adeguati nella mobilità.<br /> Oggi questo non è possibile.<br /> È una lacuna che va corretta.</p>
<p><br /> 📌 Blocco verso altre Amministrazioni fino al 31/12/2026.</p>
<p>&nbsp; No a disparità rispetto alle altre Amministrazioni centrali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>⚠️ Cresce il malessere.</p>
<p>⚠️ Aumentano i colleghi che cercano alternative.</p>
<p>👉 Chiediamo segnali concreti.</p>
<p>👉 Il benessere del personale non è rinviabile.</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>
<p><em>In allegato nota inviata</em></p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154757</guid>
                        <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:42:48 +0100</pubDate>
                        <title>Linee di indirizzo per la formazione del personale anno 2026</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/linee-di-indirizzo-per-la-formazione-del-personale-anno-2026-1051.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Formazione 2026: servono regole chiare e smart working dedicato</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">In riferimento alla Circolare n. 17665 del 13 febbraio 2026, relativa alle “Linee di indirizzo per la formazione del personale dell’Amministrazione civile dell’Interno per l’anno 2026”, la nostra Organizzazione Sindacale ritiene necessario un intervento immediato per garantire che il diritto-dovere alla formazione sia realmente esigibile da tutto il personale.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Le 40 ore annue di formazione previste non possono rimanere un obbligo solo formale. Per questo chiediamo che venga riconosciuta la possibilità, su richiesta del dipendente, di fruire di <strong>almeno otto giorni annui di smart working espressamente dedicati alla formazione</strong>.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Tali giornate dovranno poter essere:</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>aggiuntive</strong> rispetto a quelle già previste dagli accordi individuali di lavoro agile;</li> </ul><p class="text-justify">oppure</p><ul> 	<li> 	<p class="text-justify"><strong>compensative</strong>, senza svolgimento della prestazione lavorativa ordinaria nelle giornate dedicate alla formazione.</p> 	</li> </ul><p class="text-justify">La misura dovrà valere anche per il personale che normalmente non opera in modalità agile.</p>
<p class="text-justify">È evidente che la maggior parte dei lavoratori presta servizio in ambienti condivisi, sportelli aperti al pubblico, segreterie, archivi e altre strutture operative che non consentono condizioni adeguate di concentrazione e continuità per lo svolgimento delle attività formative.</p>
<p class="text-justify">Inoltre, non può essere imposto un modello esclusivamente “in presenza” o “in house” senza tenere conto delle esigenze organizzative e personali dei lavoratori. La formazione deve rappresentare un’opportunità di crescita professionale e non trasformarsi in un ulteriore elemento di rigidità organizzativa.</p>
<p class="text-justify">Senza una disciplina chiara, uniforme e applicabile su tutto il territorio nazionale, il diritto alla formazione rischia di rimanere solo sulla carta.</p>
<p class="text-justify">Continueremo a vigilare affinché vengano garantite condizioni concrete, eque e realmente accessibili per tutto il personale.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://interno.usb.it/fileadmin/archivio/interno/csm_FORMA.................._f2392bd669.jpeg" length="52269" type="image/jpeg"/>
                        	
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154752</guid>
                        <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 09:05:21 +0100</pubDate>
                        <title>E lo chiamano Merito... </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/e-lo-chiamano-merito-0906.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Usb avvia la campagna contro il ddl Zangrillo sulla valutazione della performance!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div class="bodytext"><p class="text-justify">L'incessante propaganda del Ministro Zangrillo&nbsp; sul merito e sulla &quot;attrattivitá della Pa&quot; approda a un ddl già approvato alla Camera e presto in discussione al Senato.&nbsp;</p></div><div class="news-single-content"><div class="bodytext"><p class="text-justify">Al di là degli inquietanti aspetti tecnici (la previsione di valutazioni apicali solo per 3 lavoratori su 7 e l'accesso facilitato per una quota del personale alla carriera&nbsp; dirigenziale bypassando il concorso) questo disegno di legge e la filosofia insita in esso, ci consente di fare alcune valutazioni di carattere generale.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Sarebbe facile smontare la propaganda su questo tema in un paese come l'Italia dove il clientelismo ê spesso il vero e unico criterio di selezione per ricoprire alte cariche politiche e non solo e dove la stragrande maggioranza di coloro che blaterano sul merito non dovrebbero ricoprire certi ruoli se ci fosse un criterio davvero meritocratico.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ma vogliamo andare oltre e riflettere su tre questioni e sugli effetti distorsivi e pericolosi che questo disegno di legge produrrà.</p>
<p class="text-justify">La prima considerazione ê che l'ottica del tutti contro tutti e della competizione individuale insita nel testo sul merito ê la declinazione sul piano dell'organizzazione del lavoro di una visione della società e della Pa che abbandona quei caratteri di solidarietà sociale e tutela collettiva per dirigersi verso la strada dell'individualismo.</p>
<p class="text-justify">La seconda è che la valutazione delle performance diviene nei luoghi di lavoro lo strumento principale di governance del personale facendo irruzione e determinando ogni ambito della vita lavorativa: dal salario accessorio alle progressioni economiche, dal riconoscimento delle posizioni organizzative fino all'accesso alla dirigenza.</p>
<p class="text-justify">La terza considerazione riguarda il presunto merito come strumento di differenziazione e accrescimento delle diseguaglianze: dinanzi a una precedente tornata di rinnovi contrattuali che ha segnato una perdita del 10 percento del potere di acquisto dei salari e con l'attuale tornata che non recupererà nulla di quanto perso, dirottare una parte delle già misere risorse sul terreno della valutazione significa premiare qualcuno con risorse di tutti e spostare l'attenzione dalla battaglia generale e collettiva sul salario al veleno della competizione individuale per provare a racimolare qualche euro in più.</p>
<p class="text-justify">Questi tre elementi rapidamente accennati danno la misura e la dimensione di ciò che viene strumentalmente chiamato merito.</p>
<p class="text-justify">Ê esattamente ciò che dobbiamo smontare declinando questi ragionamenti generali sul piano concreto, posto di lavoro per posto di lavoro alimentando quelle contraddizioni che possono inceppare il meccanismo.</p>
<p class="text-justify">La campagna &quot;E lo chiamano merito…&quot; che Usb si appresta a lanciare in tutto il settore pubblico può e vuole avere esattamente queste caratteristiche e porsi l’obiettivo di coalizzare tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che vedono nella Pubblica Amministrazione soprattutto la garanzia di accesso a servizi per tutti, un ambito di lavoro dignitoso, che deve essere ben retribuito, in linea con quanto avviene in altri paesi europei e non un sistema nel quale bisogna sgomitare contro i colleghi per accedere alla carriera e ad un salario.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 20:34:31 +0100</pubDate>
                        <title>A LAVORATRICI E LAVORATORI PUBBLICI SERVE UN CONTRATTO CHE SPOSTI IN AVANTI DIRITTI E SALARI: Continua la trattativa per il rinnovo delle FFCC</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/a-lavoratrici-e-lavoratori-pubblici-serve-un-contratto-che-sposti-in-avanti-diritti-e-salari-continua-la-trattativa-per-il-rinnovo-delle-ffcc-2037.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La bozza presentata da ARAN martedì 17 febbraio, su alcuni aspetti normativi, ha presentato qualche passo in avanti rispetto alla IA accogliendo la nostra richiesta di inserire il tema in contrattazione, seppure in modo ancora troppo generico. Per questo abbiamo chiesto che le ricadute dell’introduzione dell’IA sul rapporto di lavoro siano declinate in modo più specifico, in particolare rispetto a valutazione, carichi di lavoro, sicurezza e riduzione orario di lavoro a parità di salario.</p>
<p>L’accelerazione innovativa che introduce l’utilizzo della IA deve anche essere da stimolo per implementare il lavoro da remoto e superare definitivamente ed esplicitamente il principio di prevalenza nell’applicazione del lavoro a distanza.</p>
<p>Fermo restando la nostra opposizione allo strumento della valutazione che oggi trae nuovo impulso dal ddl sul merito del Ministro Zangrillo, contro il quale stiamo avviando una campagna tesa a smascherare i reali obiettivi e gli effetti dell’iniziativa legislativa del ministro per la PA, sulle progressioni abbiamo rappresentato la necessità di riequilibrare il peso dei parametri che sono attualmente utilizzati. In particolare va ridotto il peso della valutazione in funzione dell’esperienza lavorativa e del bonus per le anomale permanenze nei livelli.</p>
<p>Abbiamo chiesto poi di eliminare delle intollerabili discriminazioni sui lavoratori a tempo determinato rispetto all’utilizzo di alcune forme di permesso, di parificare le ferie dei neo assunti a quelle degli altri lavoratori, di prorogare e rifinanziare i passaggi in deroga.</p>
<p>Ci siamo poi soffermati sull’obbligatorietà delle assicurazioni per i lavori che hanno relazione con il patrimonio pubblico. L’emendamento che rimanda di un anno l’applicazione, posticipa solamente il problema, è quindi necessario chiarire da subito che l’onere dovrà essere a carico delle amministrazioni e non gravare sui miseri salari dei dipendenti pubblici.</p>
<p>Infine siamo entrati sulla parte economica che, insieme alle relazioni sindacali, è per noi un cardine di questo rinnovo contrattuale.</p>
<p>Riteniamo che il CCNL debba avere l’obiettivo di redistribuire ricchezza e, partendo dal calo dei salari reali consumatosi con il precedente rinnovo che USB non ha firmato, dobbiamo quindi necessariamente invertire la tendenza. Con aumenti sul salario diretto (tabellare) e indiretto (buono pasto, abbattimento del tetto del salario accessorio, prelievo in malattia, etc.) nelle tasche dei lavoratori devono arrivare risorse superiori all’inflazione del triennio di riferimento.</p>
<p>Nelle prossime settimane presenteremo una proposta complessiva all’ARAN che comprenderà i temi per noi fondamentali e quelli comunque importanti per dare risposte a lavoratrici e lavoratori pubblici.</p>
<p>Non ci interessa quanto ci vorrà, ma noi vogliamo fare un contratto che modifichi l’esistente, non un mero atto notarile.</p>
<p>La realtà non ci piace e noi vogliamo cambiarla!</p>
<p>USB Pubblico Impiego</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:47:00 +0100</pubDate>
                        <title>Segnalazione relativa all’assenza dei servizi di ristoro – Commissione Territoriale di Bologna e relativa Sezione.</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/segnalazione-relativa-allassenza-dei-servizi-di-ristoro-commissione-territoriale-di-bologna-e-relativa-sezione-1054.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right">Al Prefetto di Bologna</p>
<p class="text-right"><br /> Alla Commissione territoriale di Bologna e la relativa Sezione&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Presidente Commissione nazionale per il diritto di asilo</p>
<p class="text-right"><br /> Al Dipartimento per l'Amministrazione Generale, per le Politiche<br /> del personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse<br /> Strumentali e Finanziarie</p>
<p class="text-right">Ufficio IV- Relazioni Sindacali</p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p>Egregi Signori,</p>
<p class="text-justify">con la presente si desidera portare alla Vostra cortese attenzione la persistente assenza delle macchinette per caffè, acqua e bibite presso i locali della Commissione territoriale di Bologna e relativa Sezione, servizio ormai inesistente da sette anni.</p>
<p class="text-justify">Tale mancanza sta generando significativi disagi sia al personale interno sia ai collaboratori e agli utenti esterni che quotidianamente accedono alla sede, venendo meno un servizio di ristoro ritenuto utile ed essenziale, soprattutto in considerazione dell’intenso carico di lavoro che caratterizza l’attività quotidiana.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il personale segnala una crescente difficoltà nell’organizzazione delle pause e un maggiore disagio operativo derivante dall’assenza di tale servizio.</p>
<p class="text-justify">Si evidenzia altresì che la situazione incide in misura particolare sull’utenza composta da profughi stranieri, la quale può incontrare difficoltà aggiuntive legate a barriere linguistiche, alla comprensione delle procedure o alla gestione dei tempi di attesa, rendendo il supporto di servizi accessori come il ristoro particolarmente rilevante per garantire accoglienza, dignità e funzionalità della struttura.</p>
<p class="text-justify">Alla luce di quanto sopra, si richiede cortesemente di voler fornire, con opportuna sollecitudine, dettagliate motivazioni in merito alla mancata installazione delle macchinette, nonché di comunicare le tempistiche previste per la fornitura del servizio, al fine di assicurare il regolare funzionamento della struttura e il benessere di tutti lavoratori e dell’utenza.</p>
<p>Si resta in attesa di cortese riscontro scritto e si porgono i più distinti saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p><em>In allegato nota inviata</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Feb 2026 10:17:00 +0100</pubDate>
                        <title>Avvio fase sperimentale del coworking presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/avvio-fase-sperimentale-del-coworking-presso-il-dipartimento-della-pubblica-sicurezza-1022.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div class="flp-entry-content"><p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Con la circolare del 12 febbraio scorso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’interno in attuazione dell’art. 19, comma 3 del Regolamento sul lavoro agile e sul coworking del 17 ottobre 2025, ha disposto l’avvio della fase sperimentale del progetto di coworking.</p>
<p class="text-justify"><strong>E’ ammesso al progetto pilota il personale non dirigenziale appartenente ai ruoli dell’Amministrazione civile, in servizio presso le questure</strong>, con esclusione di quello in servizio presso i commissariati distaccati e sono state individuate<strong>&nbsp;n. 10</strong>&nbsp;Questure:</p>
<p class="text-justify"><em>Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma e Torino</em>.</p>
<p class="text-justify">Ogni questura non potrà ospitare in coworking più di n. 2 unità, ed ugualmente sarà consentito ad un massimo di n. 2 unità di svolgere la prestazione lavorativa nella modalità predetta presso altra questura.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154569</guid>
                        <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 09:51:48 +0100</pubDate>
                        <title>Gestione informatica, privacy e diritti: serve chiarezza.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/gestione-informatica-privacy-e-diritti-serve-chiarezza-0954.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’inchiesta trasmessa dalla trasmissione Report il 25 gennaio 2026 ha acceso i riflettori sull’installazione del software informatico ECM su circa 40.000 computer del Ministero della Giustizia. Una notizia che non può lasciare indifferenti e che pone interrogativi legittimi anche rispetto a quanto avviene all’interno degli Uffici centrali e periferici di questa Amministrazione.</p>
<p class="text-justify">Dall’inchiesta emerge che ECM è un software commerciale di Microsoft, utilizzato per la gestione centralizzata dei sistemi informatici e per il controllo remoto dei dispositivi.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Non si tratta di un virus né di un trojan, ma lo stesso produttore evidenzia come il suo utilizzo richieda attenzione, cautele e misure di sicurezza adeguate, soprattutto quando viene impiegato in contesti che trattano dati estremamente delicati e che, potenzialmente, possono incidere anche sulle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.</p>
<p class="text-justify">Ogni giorno il Ministero dell’Interno gestisce una quantità enorme di informazioni riservate su qualsiasi persona, siano esse cittadini o comunitari, non comunitari, turisti, titolari o beneficiari di istanze, oltre che dati legati all’attività lavorativa di migliaia di dipendenti civili non dirigenti. In presenza di strumenti che consentono la gestione e il controllo remoto, diventa quindi fondamentale chiarire se e in che modo vengano monitorate, anche indirettamente, le attività lavorative quotidiane del personale civile, anche in considerazione della molteplicità dei servizi affidati a personale informatico esterno non ancora stabilizzato o inserito in progetti di stabilizzazione.</p>
<p class="text-justify">Richiamando l’art. 4 della Legge 300/1970, il cui comma 1 prevede il divieto di controllo a distanza dei lavoratori e il Regolamento UE 679/2016 - Codice della Privacy, è importante fare chiarezza per sapere:</p>
<p class="text-justify">• se il software ECM, o strumenti simili di gestione e controllo remoto, siano presenti sui sistemi informatici dell’Amministrazione, considerando tutte le articolazioni, non solamente il Dpp;</p>
<p class="text-justify">• quali misure di sicurezza siano adottate e quale livello di tutela della privacy venga concretamente garantito ai lavoratori;</p>
<p class="text-justify">• se tali strumenti rispettino pienamente la normativa vigente, in particolare il Regolamento UE 2016/679 (GDPR), le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali e la normativa a tutela dei lavoratori; • se siano stati effettuati controlli, audit o valutazioni di impatto sull’utilizzo di questi software.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154570</guid>
                        <pubDate>Sat, 31 Jan 2026 09:56:00 +0100</pubDate>
                        <title>Consegna nuova card buoni pasto elettronici.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/consegna-nuova-card-buoni-pasto-elettronici-0958.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB PI Ministero Interno ha appreso che le procedure di gara sono state espletate e che la consegna della nuova card e l'erogazione dei buoni pasto elettronici relativi ai mesi di novembre e dicembre stanno avvenendo a singhiozzo presso i vari Uffici centrali e le relative articolazioni di codesto Dipartimento.</p>
<p class="text-justify">Ad esempio, abbiamo appreso della mancata consegna della card e della non erogazione dei BPE di novembre e dicembre 2025 presso l'Ufficio del Commissario di Governo per le persone scomparse, sito in via Cavour 6, alla sede didattico-residenziale di Via Veientana e anche l'Ufficio IV-Relazioni Sindacali è nella stessa situazione.</p>
<p class="text-justify">I buoni pasto sono retribuzione differita a tutti gli effetti e, nonostante il valore di 7 euro sia piuttosto esiguo perché in 20 anni il costo della vita è notevolmente aumentato, i 147 € per 21 giorni di lavoro al mese sono necessari ad ammortizzare quel 20% della perdita del potere di acquisto sancita con la sottoscrizione del CCNL FC 2022-2024. Alla luce di quanto sopra, la situazione appare particolarmente penalizzante, anche in considerazione del fatto che parte del personale del compendio Viminale risulta già in possesso delle nuove card.</p>
<p class="text-justify">In considerazione del perdurare della criticità segnalata, si chiede di voler disporre le opportune verifiche e di voler altresì sensibilizzare il Sig Ministro a portare in CdM la questione dell'aumento del valore dei buoni pasto anche nel comparto FC.</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 16:26:27 +0100</pubDate>
                        <title>Contro la finanziaria di guerra: 28 novembre Sciopero Generale, 29 novembre manifestazione nazionale a Roma ore 14.00 Porta San Paolo</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/contro-la-finanziaria-di-guerra-28-novembre-sciopero-generale-29-novembre-manifestazione-nazionale-a-roma-ore-1400-porta-san-paolo-1627.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo la partecipazione straordinaria alle mobilitazioni di settembre e ottobre contro il genocidio in Palestina e contro la guerra, è di nuovo il momento di scioperare e di scendere in piazza&nbsp;<strong>contro una legge di bilancio che taglia i servizi e condanna gli stipendi dei dipendenti pubblici ad anni di perdita del potere d’acquisto</strong>, per continuare sulla strada del riarmo e dell’aumento delle spese militari.</p>
<p class="text-justify">La firma del contratto 2022/2024 delle Funzioni Centrali&nbsp;<strong>ha lasciato sul terreno un meno 10%, che non verrà mai più recuperato</strong>&nbsp;e che si somma alle perdite già subite a causa del reiterato blocco dei contratti, mentre l’apertura del nuovo contratto conta su risorse predeterminate in legge di bilancio, a prescindere dal tasso di inflazione che già si preannuncia più alto di quanto stanziato.&nbsp;<strong>Insomma, i prezzi dei generi di consumo continuano a salire e gli stipendi a scendere.</strong></p>
<p class="text-justify">Una legge di bilancio che sul fronte fiscale, detassazioni e riduzione IRPEF, aumenta le diseguaglianze&nbsp;<strong>favorendo i ricchi ed elargendo briciole agli altri mentre porta la spesa sociale sotto livelli storici mai visti prima</strong>&nbsp;che, tradotto, significa meno servizi, meno accesso alle cure e aumento esponenziale delle disuguaglianze per problemi economici.</p>
<p class="text-justify">Non siamo neanche più i soli a dirlo visto il “fuoco amico” che si è abbattuto sul governo da parte della&nbsp;<strong>Banca d’Italia, della Corte dei Conti, dell’ISTAT, del CNEL e dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che, in audizione al Senato, hanno sottolineato, all’unisono, come questa legge di bilancio favorisca i redditi più alti e metta in discussione i pilastri del welfare come pensioni, sanità e assistenza</strong>.</p>
<p class="text-justify">La&nbsp;<strong>manovra finanziaria per il 2026 ammonta a circa 18,7 miliardi di euro</strong>. Questa è la cifra approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025 e rappresenta un importo pari allo 0,8% del PIL.&nbsp;<strong>Una manovra leggera per liberare risorse ben più pesanti per le armi e per le guerre.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Sul versante assunzioni si sfiora il ridicolo, La manovra finanziaria 2026 non prevede un piano di assunzioni specifico e generalizzato per il pubblico impiego.</strong></p>
<p class="text-justify">Contro il riarmo e la guerra, per la Palestina libera; contro le diseguaglianze,&nbsp;<strong>per un rinnovo del contratto che preveda aumenti ver</strong>i il&nbsp;<strong><u>28 novembre</u></strong><u>&nbsp;<strong>SCIOPERIAMO</strong></u>&nbsp;e il&nbsp;<strong>29 novembre</strong>&nbsp;saremo a&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;per una grande&nbsp;<strong>manifestazione</strong>&nbsp;popolare.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 13:26:02 +0100</pubDate>
                        <title>Rinnovo contratti pubblici 2025-2027, la nuova tornata parte male: l’apertura nel primo anno di riferimento non modifica la perdita di salario reale</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-contratti-pubblici-2025-2027-la-nuova-tornata-parte-male-lapertura-nel-primo-anno-di-riferimento-non-modifica-la-perdita-di-salario-reale-1327.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il <strong>3 dicembre</strong> partirà la nuova tornata di rinnovi contrattuali per il Pubblico Impiego all’insegna della propaganda governativa alimentata da giornali asserviti e soprattutto assecondata anche da autorevoli addetti ai lavori.</p>
<p class="text-justify">Il tema oggetto di propaganda è che si inizierà a trattare nel primo anno del triennio di riferimento.</p>
<p class="text-justify">Poco importa se si inizia a dicembre, quindi a fine anno, e se lo si fa in un solo comparto, l’obiettivo del Governo è poter dire che mai si erano rinnovati i contratti così velocemente.</p>
<p class="text-justify">Fin qui rimaniamo nel modus operandi da perenne campagna elettorale del Governo Meloni, tanti annunci e poca, pochissima sostanza.</p>
<p class="text-justify">Più grave però è che si attribuisca a questa “rapidità” la funzione di recuperare quanto perso di inflazione nel triennio precedente (2022-2024).</p>
<p class="text-justify">L’affermazione per cui&nbsp;<em>“i contratti degli ultimi trienni determineranno, messi insieme, una crescita degli stipendi in linea con l’aumento del costo della vita”</em>&nbsp;non è assolutamente vera e fa partire questo negoziato nel peggiore dei modi.</p>
<p class="text-justify">Il 10% del potere d’acquisto perso con il rinnovo del contratto 2022-2024 non solo non sarà recuperato, ma inciderà negativamente anche sul triennio successivo (2025-2027), perché la percentuale di aumento già determinata del 5,4% verrà calcolata su un monte salari più basso del 10%.</p>
<p class="text-justify">Peraltro, al danno dell’ultimo contratto se ne preannuncia un altro, seppure di misura molto inferiore, anche con i contratti 25-27. Infatti il 5,4% stanziato non copre neanche l’IPCA che per il triennio 2025-2027 è stimato al 5,9% da ISTAT (dati di giugno 2025). Lo sa bene anche il Governo che, consapevole della miseria dei rinnovi, ha introdotto misure compensative fiscali, comunque sempre irrisorie.</p>
<p class="text-justify">Si prepara un altro contratto a perdere condito da una propaganda stile MinCulPop.</p>
<p class="text-justify">Ci prepariamo ad una dura battaglia contrattuale che per noi si apre con lo sciopero del 28 novembre quando a Roma voteremo nella finanziaria del popolo lo stanziamento delle risorse che ci spettano per rinnovare i nostri contratti e adeguare i nostri salari a quelli europei.</p>
<p class="text-justify">Ancora una volta i dipendenti pubblici pagheranno un prezzo altissimo in termini di salario sacrificato alla logica del riarmo.<br /> <br /> Allo stesso tempo anche i cittadini vedranno ridursi i servizi pubblici e complicarsi l’accesso alle cure, all’istruzione e, più in generale, ai servizi pubblici che subiranno un ulteriore taglio dal momento che la finanziaria prepara il campo ad un’economia di guerra</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p><strong>Hanno già aderito:</strong></p><ul> 	<li><strong>Greta Thunberg</strong></li> 	<li><strong>Francesca Albanese</strong></li> 	<li><strong>Roger Waters</strong></li> 	<li><strong>Thiago Avila</strong></li> </ul><p><strong>Unisciti a noi per cambiare l'Italia e rendere il mondo un posto più giusto.</strong></p>
<p><strong>contattaci:&nbsp;<u>pubblicoimpiego@usb.it</u></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 08 Nov 2025 13:48:53 +0100</pubDate>
                        <title>Usb PI verso lo sciopero del 28 novembre. Per una nuova stagione di lotte</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-verso-lo-sciopero-del-28-novembre-per-una-nuova-stagione-di-lotte-1350.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il coordinamento nazionale di USB PI riunito a Roma oggi, venerdì 7 novembre u.s., dopo lunga e approfondita discussione sulla fase che politica ed economica e sulle sue ricadute sulle condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, conferma la valutazione fortemente negativa sull’esito della tornata contrattuale del pubblico impiego chiusa con la firma dell’ipotesi di rinnovo del comparto Istruzione e Ricerca.</p>
<p class="text-justify">I toni trionfalistici del ministro Zangrillo la dicono lunga su chi sia stato il maggior beneficiario dei rinnovi che hanno determinato una perdita netta del <strong>potere di acquisto dei salari del 10%, che va a sommarsi alla perdita sempre del 10% realizzata dal blocco contrattuale 2009-2015 e mai recuperata.</strong></p>
<p class="text-justify">Il Governo porta a casa un risparmio sul rinnovo dei contratti pubblici utile ad essere reinvestito sull’operazione di riarmo fortemente voluta da NATO e Unione Europea. Le lavoratrici e i lavoratori pubblici invece grazie all’ennesima perdita di salario reale, consolidano la propria posizione di fanalino di coda nella classifica dei salari dei dipendenti pubblici europei, confermandosi più poveri dei propri colleghi di Germania, Danimarca, Irlanda, Svezia, Spagna e Francia e ben al di sotto della media europea.</p>
<p class="text-justify">Le responsabilità dei sindacati governativi sono sempre più evidenti agli occhi dei dipendenti pubblici. Il ritorno all’ovile della UIL dopo una breve parentesi di ritrovata dignità, rafforza l’esigenza dell’alternativa sindacale rappresentata da USB che con determinazione e coerenza ha saputo in questi mesi tenere insieme le lotte per diritti e salario con il no alla guerra e al genocidio del popolo palestinese.</p>
<p class="text-justify">Lo sciopero generale del 28 novembre rappresenta un appuntamento fondamentale per il pubblico impiego in quanto si colloca alle porte della stagione di rinnovo contrattuale 2025-2027 per la quale il piano strutturale di bilancio di medio termine ha già fissato gli aumenti salariali, quale che sia l’inflazione. USB siederà ai tavoli di contrattazione con l’immutato obiettivo di recuperare potere d’acquisto, e quindi aumentare il salario reale. Dalle piazze ai tavoli di contrattazione senza soluzione di continuità</p>
<p class="text-justify">Inevitabilmente daremo battaglia anche sul tema irrinunciabile della democrazia sindacale, usato come una clava dai sindacati firmatari, dall’ARAN e dal Governo contro chi ha esercitato il diritto a non firmare contratti a perdere. Su questo misureremo anche la coerenza di chi, come la UIL, l’ha agitato fino alle firme di questi ultimi giorni.</p>
<p class="text-justify">In un contesto in cui l’economia di guerra è alimentata dagli attacchi alle condizioni materiali e ai diritti di lavoratrici e lavoratori e dalla riconversione in chiave bellica di sempre più pezzi dello Stato, con grave danno ai servizi pubblici rivolti ai cittadini, si conferma la necessità di una grande stagione di lotte con al centro la questione salariale e il contrasto alle politiche guerrafondaie del Governo Meloni, accodata in tutto e per tutto a UE e NATO.</p>
<p class="text-justify">I dipendenti pubblici sono pronti a fare la loro parte e aderiscono convintamente alla giornata di sciopero generale del 28 novembre e alla manifestazione nazionale del 29 novembre a Roma.</p>
<p class="text-center"><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 26 Oct 2025 22:32:40 +0100</pubDate>
                        <title>Cosa è accaduto sulle progressioni economiche anno 2024?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/cosa-e-accaduto-sulle-progressioni-economiche-anno-2024-2236.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>I FIRMATARI FIRMANO, I NON FIRMATARI NON POSSONO, MA FORSE VORREBBERO - TRANNE USB – E IL MINISTERO NON SA COSA FIRMA E, A VOLTE, NON RICORDA I CCNL ...</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>E’ accaduto che CISL FP, CONFSAL UNSA, FLP, CONFINTESA FP in quanto aventi diritto alla contrattazione sindacale perché firmatari del CCNL 2022-2024, hanno sottoscritto con l’amministrazione civile dell’Interno l’accordo sulle progressioni economiche per l’anno 2024.</p>
<p>Quando sono uscite le graduatorie, USB è dovuta urgentemente intervenire per segnalare che “forse” per “un problema informatico” il sistema ha consentito di proporre domanda di progressione anche ai colleghi che avevano appena vinto la progressione verticale (passaggio di area) in deroga al titolo di studio.</p>
<p>Tutti abbiamo letto il bando e sappiamo anche un po' come funziona la scienza dell’informazione; sappiamo anche che nell’amministrazione gravita una moltitudine di precari informatici che non merita di essere il capro espiatorio.</p>
<p>A USB la questione è molto chiara:</p>
<p>le OO.SS firmatarie dell’accordo sulle progressioni economiche 2024 o erano tutte d’accordo nel far sottoscrivere l’accordo all’amministrazione, anche se in contrasto ai CCNL vigenti, oppure quelle che successivamente hanno scritto all’amministrazione (CISL FP e FLP) chiedendo la revisione della graduatoria, si sono fatte raggirare dalle altre (CONFSAL UNSA e CONFINTESA FP) -Ci si riferisce alla nota dell’Ufficio IV Relazioni Sindacali prot.n. Min.Int. Uffici Diretta Collaborazione - U.D.C. - Ufficio IV - Prot. Ingresso N.0017990 del 15/10/2025.</p>
<p>In tutto questo caos, l’amministrazione nella nota appena richiamata non fa cenno di richieste di revisione delle graduatorie da parte di FP CGIL e UIL PA.</p>
<p>Fatto sta, che con la nota del 29/09/2025 USB ha dovuto ricordare e spiegare l’art.14 del CCNL FC del 9/05/2022 e poi anche illustrare il contenuto del parere ARAN Id: 31043 del 07 Aprile 2023.</p>
<p>Il ministero nel nuovo decreto Min.Int. DCPPAC Dir. Centr. Pol. Pers. Amm. Civ. - UFF. DECRETI - Decreto N.0002287 del 21/10/2025 di rettifica delle graduatorie è stato costretto a riportare quanto segue: «CONSIDERATO, inoltre, che in base agli accertamenti istruttori espletati in ordine al possesso del requisito previsto dall’art.14 del CCNL del Comparto Funzioni centrali 2019-2021 relativo alla partecipazione dei “lavoratori che negli ultimi 3 anni non abbiano beneficiato di alcuna progressione economica”, anche in linea con i pareri ARAN espressi in merito, sono stati erroneamente acquisiti al sistema telematico anche coloro i quali hanno usufruito del beneficio della progressione verticale nel 2025 senza avere maturato il richiesto requisito della permanenza nei tre anni nell'area di appartenenza».</p>
<p>Vi alleghiamo le note citate e il parere ARAN Id: 31043 del 07 Aprile 2023 in modo che possiate confrontarlo con la nota USB del 29/09/2025.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 24 Oct 2025 10:31:21 +0200</pubDate>
                        <title>Una manovra di bilancio per la guerra, le imprese e le banche! Il 1° novembre assemblea nazionale a Roma contro le politiche economiche di guerra del Governo Meloni</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/una-manovra-di-bilancio-per-la-guerra-le-imprese-e-le-banche-il-1-novembre-assemblea-nazionale-a-roma-contro-le-politiche-economiche-di-guerra-del-governo-meloni-1034.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div class="news-single-content"><div class="bodytext"><p class="text-justify">Aumento vertiginoso delle spese militari, il solito pacchetto di aiuti alle imprese, oboli in più in busta paga attraverso il versante fiscale per un ceto medio i cui salari sono stati letteralmente mangiati dall'inflazione e il nulla cosmico per i pensionati al minimo e più in generale per quella fetta sempre maggiore della popolazione che vive in condizioni di povertà assoluta, circa 6 milioni come certificato recentemente dall'Istat.</p>
<p class="text-justify">E' questa la sintesi di una manovra finanziaria (verrebbe da dire una manovra militare..) che certifica e cristallizza lo scivolamento verso il basso delle condizioni economiche&nbsp; di milioni e milioni di lavoratori e lavoratrici, stretti nella morsa tra i vincoli europei e l'adesione al sistema della guerra.</p>
<p class="text-justify">“Manovra equilibrata e seria” ha commentato la Presidente del Consiglio, ma di equilibrato e serio in una legge di bilancio che destina 23 miliardi in tre anni alle spese militari non vi è proprio nulla: anzi vi è l'idea di un modello sociale che deve essere totalmente sacrificato sull'altare della guerra e a quell'innalzamento al 5 percento del Pil delle spese militari per genuflettersi alla Nato e alle lobby armate euroatalantiche.</p>
<p class="text-justify">Per ora questo incremento delle spese militari verrà finanziato con prestiti a lungo termine e con tassi che sicuramente non si annunciano risibili, in deroga ai vincoli di bilancio, ma dopo la fine della legislatura si interverrà con tagli alla spesa sociale per arrivare a quel fatidico 5 percento che significa al 2035 circa 130 miliardi per la spesa militare: insomma toccherà al welfare e ai salari pagare il prezzo della guerra!</p>
<p class="text-justify">Nella manovra da 18 miliardi, il governo si inchina alle banche e alle imprese e va a reperire il grosso delle risorse dal PNRR, soldi che com’è noto andranno poi restituiti, attraverso un artificio contabile che prevede la rinuncia ad alcuni progetti, vedremo se la UE approverà la revisione e quali saranno le ricadute.</p>
<p class="text-justify">Alle prime, dopo tanto inutile&nbsp;<em>can can</em>, non verrà applicata alcuna tassa sugli stratosferici extraprofitti realizzati in questi anni, ma solo una addizionale di due punti sull' Irap, il resto è un nebuloso meccanismo di contribuzione volontaria lasciata alla prevedibile bontà d'animo del sistema bancario... Alle seconde sono destinati 4 miliardi per tre anni per il super ammortamento degli investimenti in macchinari e beni produttivi, e la conferma di oltre 2,3 miliardi di crediti di imposta in quei paradisi fiscali di casa nostra che portano il nome di Zone economiche speciali (ZES).</p>
<p class="text-justify">Confindustria e Abi gongolano e ringraziano sentitamente, mentre blaterano di crescita e glissano consapevolmente sui tre fattori che stanno contribuendo al declino economico e sociale del paese: il costo dell'energia aumentato vertiginosamente a seguito delle politiche di guerra e della scellerata scelta di abbandonare le forniture russe a favore di quelle statunitensi a prezzi molto maggiorati, il costo del denaro necessario per la liquidità delle imprese venduto a tassi elevati dal sistema bancario salvato con soldi pubblici e immune da ogni tassazione sugli extraprofitti, e la mancanza di un piano per lo sviluppo industriale centrato sulle nazionalizzazioni, i salari, e la tutela dell'occupazione e dell'ambiente</p>
<p class="text-justify">Per il <strong>c.d ceto medio</strong>, bacino elettorale sul quale il governo a parole si concentra, l<strong>a riduzione dell'aliquota Irpef&nbsp; dal 35 al 33 percento nello scaglione di reddito tra i 28.000 euro e i 50.000 euro,</strong> varrà zero sotto questa soglia, <strong>all'incirca 3 euro in più al mese per i redditi da 30.000 euro, e circa 37 euro al mese per i redditi da 50.000 euro mensili;</strong> la flat tax del 5 percento sugli aumenti contrattuali (che ad oggi pare riguardare solo il privato) si traduce, secondo primi calcoli, in un vantaggio fiscale di 15 euro mensili calcolati su un reddito netto di 1600 euro mensile, mentre mediamente i salari hanno perso in questi anni circa 200 euro al mese; l'abbassamento all'1 percento dell'aliquota fiscale sui premi di produttività fino a 5.000 euro (per chi li percepisce), è poi una misura assolutamente risibile. Inoltre, per effetto della norma introdotta nella precedente legge di bilancio, nel periodo di imposta 2025 la detrazione per ciascun figlio a carico si applica solo sino alla soglia dei 30 anni il che significa che una famiglia con un figlio disoccupato di 31 anni perderà il diritto alla detrazione: con una mano fanno finta di dare qualche spicciolo, con l’ altra sottraggono più di quanto danno.</p>
<p class="text-justify">Insomma, sul fronte emergenza salari (sottolineato persino dall'ineffabile Presidente della Repubblica) non viene fatto nulla se non continuare ad intervenire in maniera confusa e schizofrenica sul versante fiscale (cuneo fiscale, riduzione aliquote, flat tax di vario genere) non apportando alcun beneficio alle retribuzioni ma, in compenso, contribuendo a minare alle fondamenta un sistema fiscale che diventa un ginepraio di trattamenti differenziati a seconda delle esigenze.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per il resto, nuova rottamazione delle cartelle esattoriali (e siamo a 5!), 2,3 miliardi di tagli ai ministeri (nel triennio 8), fondi aggiuntivi per 2,4 miliardi per la sanità che però ne ha persi 13 solo nell'ultimo triennio, nessun freno all'aumento dell'età pensionabile e pensioni minime aumentate (udite, udite!) di 20 euro al mese.</strong></p>
<p class="text-justify">Poi naturalmente vi è tutto ciò che manca in una manovra che si configura nettamente e chiaramente come una vera e propria finanziaria di guerra: la previsione di un salario di almeno 2.000 euro netti in busta paga con un sistema costante di indicizzazione delle retribuzioni al costo della vita, e più in generale tutti quegli interventi diretti a rilanciare pensioni, welfare e servizi pubblici e quindi una maggiore equità sociale piuttosto che le politiche di guerra.</p>
<p class="text-justify">Di tutto questo e della risposta da articolare nei confronti di una manovra di bilancio dal chiaro sapore militare ne discuteremo a Roma il 1° novembre in una grande assemblea nazionale di delegati e delegate che si terrà al Teatro Italia.</p>
<p class="text-center"><strong>Unione Sindacale di Base</strong></p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 24 Oct 2025 10:25:08 +0200</pubDate>
                        <title>CONFEDERAZIONE USB - LO SCIOPERO GENERALE CONTRO LA FINANZIARIA DI GUERRA SARA&#039; IL 28 NOVEMBRE</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">L’Esecutivo Nazionale Confederale dell’USB, riunito oggi a Roma, indica il 28 novembre come data per lo sciopero generale di tutte le categorie contro la finanziaria di guerra, con mobilitazioni in tutte le città e <strong>manifestazione nazionale a Roma il giorno 29 novembre.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La data sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea nazionale dei delegati e delle delegate in programma a Roma per il prossimo 1° novembre al Teatro Italia.</p>
<p class="text-justify">Al centro dello sciopero c’è la questione del salario sul quale l’USB invita a rimettere in discussione la firma degli ultimi contratti nazionali che hanno tutti contraddetto l’esigenza unanimemente riconosciuta di garantire il potere d’acquisto delle retribuzioni. Tutti i contratti nazionali devono assicurare almeno 2mila euro come livello minimo di partenza e in paga base, somma che rappresenta la linea invalicabile per garantire una retribuzione dignitosa e consentire il recupero delle fortissime perdite accumulate dai salari negli ultimi trent’anni.</p>
<p class="text-justify"><strong>Non è accettabile che si continui ad allungare l’età pensionabile che va invece riportata a 62 anni:</strong> in Italia si lavoro troppo e con salari da fame. È insopportabile che milioni di pensionati siano condannati ad una vecchiaia di povertà assoluta.</p>
<p class="text-justify">A pagare devono essere le banche, che hanno incassato extraprofitti e stanno affamando il paese, approvando interventi veri ben diversi dalle iniziative ipocrite inserite nella legge di Bilancio. Le tariffe dei beni e servizi essenziali vanno messe sotto regime controllato.</p>
<p class="text-justify">Invece di comprare e costruire nuove armi è ora di tornare a costruire case popolari e di affrontare l’emergenza della sanità pubblica, investendo in personale e strutture sanitare.</p>
<p class="text-justify">Sulla Piattaforma contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni, l’USB lancia un piano di mobilitazione per tutto il mese di novembre e propone ai movimenti sociali e alle realtà indipendenti di costruire una grande mobilitazione nazionale per il sabato 29 novembre.</p>
<p class="text-justify">È ora di riprendere la pratica del Blocchiamo tutto, utilizzata efficacemente in difesa del popolo palestinese, contro il genocidio e a sostegno della Global Sumud Flotilla, per fermare la corsa al riarmo e costruire un nuovo futuro.</p>
<p class="text-center">Esecutivo Nazionale Confederale USB</p>
<p><strong>Link al comunicato per condivisione: </strong><br /> <a href="https://www.usb.it/leggi-notizia/lo-sciopero-generale-contro-la-finanziaria-di-guerra-sara-il-28-novembre-1132-1.html" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener">Lo sciopero generale contro la finanziaria di guerra sarà il 28 novembre</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 11 Oct 2025 23:07:00 +0200</pubDate>
                        <title>Legge di bilancio 2026: oltre la vertiginosa impennata delle spese militari il nulla! Questo governo merita uno sciopero generale</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/legge-di-bilancio-2026-oltre-la-vertiginosa-impennata-delle-spese-militari-il-nulla-questo-governo-merita-uno-sciopero-generale-2317.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>E’ una legge di stabilità ipotecata e condizionata dalla guerra!</p>
<p>Lo abbiamo detto chiaramente al governo nell'incontro tenutosi oggi a Palazzo Chigi sulla legge di stabilitá.</p>
<p>Il piano Re arm Europe, l'adesione all'innalzamento al 5% del Pil per le spese militari della Nato che significa 130 miliardi in armi al 2035 e ben 23 miliardi aggiuntivi nel triennio 2025/3028, danno il segno di un vero e proprio sistema orientato in chiave bellica. Mentre per quel che riguarda le spese sociali (sanitá, scuola, pensioni) interviene la tagliola del Patto di stabilitá europeo.</p>
<p>I pochi e risibili interventi sul versante fiscale, i consueti aiuti alle imprese costituiscono la ricetta illustrata dal governo nell'incontro sulla legge di stabilità.</p>
<p>Una provocazione dopo l'altissima adesione agli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre e le oceaniche manifestazioni che hanno riempito ogni angolo del paese in queste settimane.</p>
<p>Le vere emergenze sociali, dalla sanita, alle pensioni, all'emergenza abitativa fino alla gigantesca questione salariale sono totalmente sacrificate sull'altare della guerra.</p>
<p>In un paese dove 3/4 dei lavoratori e delle lavoratrici percepiscono meno di 24.000 euro annui (circa 1000 euro al mese) occorre</p>
<p>alzare i salari mensili ad almeno 2000 euro netti in busta paga, agganciare i rinnovi contrattuali non al penalizzante indice Ipca ma all'indice Foi che tiene conto della perdita del potere d'acquisto dei salari delle famiglie di operai e impiegati e reintrodurre la scala mobile.</p>
<p>Sulla questione salariale all'interno di una articolata piattaforma sociale e sindacale l' Usb lancia la mobilitazione verso lo sciopero generale contro la guerra e la finanziaria di guerra.</p>
<p>Nei prossimi giorni presenteremo nelle assemblee cittadine la piattaforma USB, il 1 novembre una grande assemblea nazionale a Roma ci proietterà verso lo sciopero generale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Confederale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 08 Oct 2025 22:44:00 +0200</pubDate>
                        <title>Legge di bilancio 2026: austerità e guerra</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/legge-di-bilancio-2026-austerita-e-guerra-2251.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Con sinistro tempismo, il 2 ottobre, ovvero prima del riuscitissimo sciopero generale del 3 ottobre e dell’oceanica manifestazione del sabato, il Consiglio dei Ministri ha varato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, atto propedeutico alla presentazione della manovra finanziaria valida per il prossimo triennio (2025/2028): si tratta di un documento che delinea, alla luce dei conti pubblici e delle previsioni macroeconomiche, la cornice finanziaria entro la quale si costruirà la prossima manovra finanziaria che dovrà essere presentata in Parlamento il 20 ottobre.</p>
<p>Districandosi tra previsioni e alchimie contabili quello che appare lampante è un quadro totalmente assorbito dal combinato disposto Patto di stabilità europeo, con l’immancabile riduzione del rapporto deficit Pil, ed incremento vertiginoso delle spese militari per rispettare gli impegni assunti con il piano ReArm Europe e con la Nato: spese militari naturalmente scomputate dal Patto di stabilità, quello che al contrario andrebbe fatto per le spese sociali.</p>
<p>Lungo queste direttrici si profila una manovra nella quale la spesa pubblica sarà tutta orientata a delineare una economia armata all’interno della quale alla vertiginosa crescita della spesa in armamenti fa da contraltare la riduzione della spesa sociale per effetto del cappio imposto dai vincoli europei.</p>
<p>Un cocktail micidiale che produce la palese conversione della nostra economia tutta in chiave bellica delineando un modello di Stato non più indirizzato ad assicurare welfare e sevizi alla cittadinanza ma proiettato inequivocabilmente verso la logica della guerra e del riarmo.</p>
<p>Tradotto in cifre il raggiungimento della spesa militare al 2,5% del Pil entro il 2028 determina, secondo le stime di Milex Osservatorio sulle spese militari, un esborso aggiuntivo di 23 miliardi così articolate: 3,5 miliardi di spesa addizionale nel 2026, 7 miliardi nel 2027 e oltre 12 miliardi nel 2028 di differenziale sulla spesa militare per quanto riguarda il 2028.</p>
<p>Dentro un quadro così palesemente condizionato dal binomio economia di guerra e politiche di austerità, persino le poche misure tampone che il governo ha intenzione di mettere in campo per strizzare l’occhio al ceto medio e che, naturalmente, si guardano bene dal toccare profitti e rendite ed eludono la drammatica emergenza salariale, fanno fatica a trovare spazio.</p>
<p>Si prevedono infatti interventi per 16 miliardi, dei quali 6,5 proverrebbero delle maggiori entrate fiscali e circa 10 dalla revisione delle spese dei dicasteri che, tradotto, significa nuovi tagli alla spesa sociale.</p>
<p>Anche quest’anno il cuore della manovra dovrebbe essere, quindi, il capitolo fiscale con la riduzione di due punti dell’Irpef dal 35% al 33% per i redditi da 28.000 euro a 50.000 euro (non più 60.000 euro perché costerebbe troppo). Una simulazione da parte del centro studi di Unimpresa ha rapidamente fatto i conti di quella misura che nelle intenzioni del governo dovrebbe dare ossigeno al c.d. ceto medio: 3 euro al mese per chi guadagna 30.000 euro, 20 euro al mese per chi ne guadagna 40.000 e 37 euro al mese per chi ne guadagna 50.000.</p>
<p>E mentre come sempre si elude il vero tema che dovrebbe ispirare una riforma fiscale orientata all’equità sociale, ovvero il ripristino di un sistema realmente progressivo, continua e anzi dovrebbe divenire strutturale il regime di favore introdotto nei confronti delle imprese con la c.d. Ires premiale già introdotta con la legge di bilancio 2025: la riduzione dell’aliquota dal 24 al 20% nei confronti delle aziende che decidono di non distribuire gli utili, ma di investirne una parte per finalità produttive e per aumentare l’occupazione.</p>
<p>Sembra tramontata invece la proposta (indecente) di elevare ancora (da 85.000 a 100.000 euro) la flat tax nei confronti dei redditi autonomi: posto che qualsiasi tassa piatta è un colpo inferto alla progressività dell’imposta, il continuo innalzamento della soglia, addirittura a 100.000 euro, interesserebbe redditi mensili medio/alti di circa 4000/4500 euro, nulla a che fare con quel mondo delle false partite Iva o pseudo autonomi alla quale la misura era inizialmente rivolta.</p>
<p>Sulle pensioni continua la politica sottrattiva, in continuità con i precedenti governi. Le esigenze di bilancio l’impegno sul riarmo impediranno la sterilizzazione dell’allungamento dei periodi di lavoro attraverso l’aumento dell’aspettativa di vita che dal 2027 riprenderà a correre, la rivalutazione delle pensioni non consentirà alcun recupero dell’aumento del costo della vita, e le pensioni minime rimarranno bloccate a poco più di 600 euro al mese.</p>
<p>Infine, sul fronte del rinnovo dei contratti pubblici, dopo la conclusione in due comparti di contrattazione della tornata contrattuale 2022/2024 che ha registrato una secca perdita del potere d’acquisto dei salari del 10%, si profila, anche per le tornate successive, aumenti contrattuali già predefiniti che rischiano concretamente di essere al di sotto dell’inflazione e comunque non consentiranno di recuperare quanto perso nel triennio 2022/2024 e nel blocco che ha già interessato il settore pubblico per due stagioni contrattuali.</p>
<p>Niente o misure risibili sulla sanità dopo il progressivo e inesorabile depauperamento del Servizio sanitario nazionale, nessuna forma di sostegno al reddito a partire dall’introduzione di un salario minimo a 12 euro l’ora, nessun piano di rilancio del settore industriale, nessuna tassazione delle grandi ricchezze e nessun investimento sulle politiche sociali e abitative.</p>
<p>Verificheremo nei prossimi giorni in maniera più puntuale quali misure saranno realmente inserite nella legge di bilancio, ma non vi è alcun dubbio che le scelte guerrafondaie operate dal nostro governo ricadranno, come sempre accaduto, sulla pelle di lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>Trasformare quella marea sociale che ha invaso le piazze del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre in un progetto di trasformazione del paese che metta al centro e leghi l’opposizione alla guerra e il disarmo alle questioni sociali è il salto di qualità necessario da compiere in un autunno che già si annuncia molto caldo.</p>
<p>USB Confederale</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 01 Oct 2025 12:26:00 +0200</pubDate>
                        <title>Aggredita la Global Sumud Flotilla: 3 ottobre SCIOPERO GENERALE, Israele attacca il diritto internazionale. Ora è il momento di bloccare tutto</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La Global Sumud Flotilla è stata abbordata e aggredita in mare aperto dallo Stato genocida di Israele, mentre era impegnata in una missione civile e pacifica per rompere l’assedio alla Striscia di Gaza e consegnare aiuti umanitari alla popolazione stremata.</p>
<p>Una flotta composta da lavoratori, volontari, rappresentanti di movimenti e società civile, in navigazione con un carico di beni di prima necessità, è stata colpita da un atto di guerra contro la pace, contro l’umanità, contro il diritto internazionale. Israele, con questo atto di pirateria, viola apertamente le Convenzioni internazionali e la Carta delle Nazioni Unite, e mette a rischio la vita di cittadini di diversi paesi, impegnati a garantire un canale umanitario permanente verso Gaza.</p>
<p>È un’aggressione che riguarda tutti e tutte noi.</p>
<p>Riguarda il principio stesso della libertà dei popoli, della solidarietà e della giustizia internazionale.</p>
<p>Riguarda il nostro ordine costituzionale, che all’articolo 11 ripudia la guerra e fonda la Repubblica sulla pace e sulla cooperazione tra i popoli.</p>
<p>Quando uno Stato, come Israele, colpisce una missione civile umanitaria riconosciuta e sostenuta da decine di organizzazioni in tutto il mondo, viola la sovranità morale e politica dell’Italia e dell’intera comunità internazionale.</p>
<p>Per questo la risposta non può che essere immediata.</p>
<p>Non è un fatto estero, è un atto che ci chiama direttamente in causa.</p>
<p>È necessario mobilitarsi da subito, in ogni città, in ogni luogo di lavoro, nelle strade e nei porti.</p>
<p>L’USB proclama la mobilitazione immediata e lo sciopero generale per il 3 ottobre.</p>
<p>Da questo momento chiamiamo ogni lavoratore e lavoratrice, ogni cittadino e cittadina, ogni organizzazione democratica e solidale a bloccare tutto: produzione, logistica, trasporti, scuola, servizi, in segno di protesta contro il crimine di guerra commesso da Israele e contro la complicità dei governi occidentali, Italia compresa, che continuano a fornire armi e sostegno politico al regime sionista.</p>
<p>Difendere la Global Sumud Flotilla significa difendere la libertà, la pace, la dignità del lavoro e dei popoli.</p>
<p>Significa dire basta al genocidio in Palestina e pretendere la fine immediata dell’assedio, dell’occupazione, delle forniture militari, del commercio con Israele.</p>
<p>L’Italia deve interrompere ogni collaborazione militare ed economica con lo Stato di Israele, chiudere i porti alle navi che commerciano con esso, sospendere gli accordi industriali e fermare l’economia di guerra.</p>
<p>È tempo di alzare la testa e scegliere da che parte stare:</p>
<p>con chi bombarda i civili o con chi lotta per liberarli?</p>
<p>Noi stiamo con la Flotilla, con Gaza, con il popolo palestinese, con chi costruisce la pace.</p>
<p>Blocchiamo tutto.</p>
<p>Il <strong>3 ottobre sarà SCIOPERO GENERALE</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/unionesindacaledibase/videos/sciopero-senza-preavviso-se-attaccano-la-globalsumudflotilla-le-lavoratrici-ed-i/808713171669358/?rdid=XyvSXIC5KFwmQ48Z" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.facebook.com/unionesindacaledibase/videos/sciopero-senza-preavviso-se-attaccano-la-globalsumudflotilla-le-lavoratrici-ed-i/808713171669358/?rdid=XyvSXIC5KFwmQ48Z</a></p>
<p>conferenza stampa del 01/10/2025</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153591</guid>
                        <pubDate>Mon, 29 Sep 2025 23:27:46 +0200</pubDate>
                        <title>Gravi criticità graduatoria procedure selettive di area per l’attribuzione dei differenziali stipendiali – Anno 2024</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/gravi-criticita-graduatoria-procedure-selettive-di-area-per-lattribuzione-dei-differenziali-stipendiali-anno-2024-2330.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Al Capo Dipartimento per l’amministrazione generale, per le Politiche del personale dell'amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>All’Ufficio IV – Relazioni Sindacali</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Gentile Prefetto,</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>in questi giorni, dopo una lunga attesa in relazione alla conclusione della graduatoria di cui all’oggetto, come organizzazione sindacale abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte di colleghe e colleghi che hanno denunciato enorme malessere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di grave entità risulta il fatto che abbiano partecipato a tale procedura colleghe e colleghi che da poco hanno ottenuto il passaggio di Area ai sensi della progressione verticale in deroga al titolo di studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infatti gli stessi lavoratori sono riusciti, vogliamo pensare per mero errore telematico, a trasmettere in piattaforma la loro candidatura ed anche a vincere la selezione dei differenziali stipendiali anno 2024.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>De facto, hanno tolto l’opportunità di crescita economica a chi da 3/5 anni sperava nell’unico aumento del salario al netto di un vergognoso rinnovo contrattuale, che concretamente non ha visto aumentare il salario al netto dell’inflazione galoppante pari quasi al 14%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pertanto preme assolutamente rappresentare che l’art. 14 del CCNL comparto Funzioni Centrali del 9/05/2022 disciplina le progressioni economiche all’interno delle aree (c.d. PEO) oggi differenziali stipendiali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tale articolo, al comma 2, lett. a), indica i requisiti di partecipazione alla procedura selettiva, ovvero:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1) Non aver beneficiato, negli ultimi tre anni, di alcuna progressione economica;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2) Assenza negli ultimi due anni, di provvedimenti disciplinari superiori alla multa o al rimprovero scritto laddove comminato per “negligenza o insufficiente rendimento nell'assolvimento dei compiti assegnati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con riguardo al punto 1), l’art. 14 in esame precisa, da un lato, che il termine di tre anni in sede di contrattazione integrativa può essere ridotto a due o ampliato a quattro; dall’altro, che ai fini della quantificazione del tempo trascorso tra due progressioni economiche si tiene conto delle date&nbsp; di decorrenza delle stesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sotto tale ultimo profilo, va precisato che il requisito di cui al punto 1) rappresenta l’intervallo di tempo minimo che deve intercorrere tra l’inquadramento nell’area (mediante assunzione dall’esterno o a seguito di progressione verticale) ed il conseguimento della prima progressione economica ovvero, nell’ambito della medesima area, tra una progressione economica e la successiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò appare evidente dalla lettura complessiva della disposizione contrattuale in esame.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infatti, il comma 1 del citato art. 14 precisa quale sia la finalità dei differenziali stipendiali chiarendo che essi remunerano “<em>il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti nello svolgimento delle funzioni proprie dell’area.”</em> Ai fini del computo del suddetto periodo minimo tra una progressione economica e la successiva, nell’ambito della medesima area, si tiene conto anche delle progressioni economiche conseguite durante la vigenza del precedente sistema di classificazione professionale nonché delle progressioni economiche conseguite, nell’ambito della medesima area o di area corrispondente, anche in vigenza del precedente sistema di classificazione, presso altre amministrazioni da cui si provenga per mobilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ne consegue che il lavoratore neo-assunto o quello che effettua una progressione verticale dovrà attendere 3 anni (ovvero il termine inferiore o superiore definito in contrattazione integrativa) prima di poter partecipare ad una procedura di progressione economica.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È evidente che in questa situazione non ci si può limitare alla constatazione del problema, ma è necessario un intervento tempestivo e concreto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pertanto, chiediamo alla <strong>S.V.</strong> in un quadro di mutua assunzione di responsabilità l’immediata verifica nel rispetto del personale interessato e nelle more della stessa la sospensione dell’attuale graduatoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci aspettiamo risposte rapide e misure immediate, distinti saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB PI – Coordinamento Nazionale Ministero Interno</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153516</guid>
                        <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 13:21:50 +0200</pubDate>
                        <title>È stato un vero, enorme, clamoroso sciopero generale</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/e-stato-un-vero-enorme-clamoroso-sciopero-generale-1322.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Un fatto epocale, una grande vittoria del sindacalismo di base, dell&#039;USB!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Per</p>
<p class="text-justify">Gaza, per isolare e fermare Israele, per costringere il governo Meloni a smetterla di foraggiare di armi e munizioni l’esercito israeliano, per rompere le relazioni diplomatiche e commerciali con uno stato che agisce barbaramente contro ogni regola internazionale è sceso in piazza un popolo immenso, inondando le piazze di tutta la penisola, dalla Val d’Aosta fino alla Sicilia. Blocchiamo tutto, avevano detto i portuali del Calp di Genova e tutto è stato bloccato, dai porti alle stazioni al trasporto locale. Il Paese si è fermato, lanciando un segnale chiaro e inequivocabile al governo.</p>
<p class="text-justify">Ci sarà tempo per fare una valutazione più attenta di quello che è successo, anche se dovremo farlo in fretta. La storia sembra si sia messa a correre.</p>
<p class="text-justify">Intanto però, a caldo, abbiamo ancora negli occhi l’entusiasmo di migliaia di giovani e la voglia di riscatto di operai, facchini, autisti, infermieri, commesse, impiegati, giovani a partita iva, precari, occupanti di case, migranti. Il mondo del lavoro che è tornato protagonista e che chiama la cittadinanza, tutta la cittadinanza, ad alzarsi in piedi. Non lo fa per un rinnovo contrattuale ma per chiedere giustizia per un popolo lontano e martoriato. In questa epoca di egoismi e individualismi sembra qualcosa di impensabile. E invece no, la solidarietà tra i popoli, la fratellanza al di là dei confini, non sono valori morti e sepolti, anzi sono vivi e forti. C’era solo bisogno che una soggettività organizzata li valorizzasse e li riportasse alla ribalta. Che una qualche organizzazione avesse il coraggio, contro tutti e tutto, di rimetterli al centro.</p>
<p class="text-justify">Quando questo è successo ed ha incontrato il coraggio di un gruppo di volontari, la Global Sumud Flotilla, e lo spirito indomito dei portuali di Genova la miscela si è innescata e il motore si è acceso.</p>
<p class="text-justify">Ora che un popolo si è alzato tutto è destinato a cambiare. Come dice qualcuno, quando il dentifricio è uscito dal tubetto è impossibile farcelo rientrare. Il 22 settembre è cominciata un’altra storia. Una storia tutta da scrivere.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 12:19:43 +0200</pubDate>
                        <title>Riconosciuta la maggiorazione sulla retribuzione individuale di anzianità (RIA)</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/riconosciuta-la-maggiorazione-sulla-retribuzione-individuale-di-anzianita-ria-1221.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<div class="bodytext"><p class="text-justify">IMPORTANTE RISULTATO PER I DIPENDENTI PUBBLICI</p></div><div class="news-single-content"><div class="bodytext"><p class="text-justify">L'azione di USB con gli Avvocati Domenico Naso e Cristina Di Vezza ha ottenuto un'importante vittoria per i dipendenti pubblici ai fini del riconoscimento della RIA.</p>
<p class="text-justify">La recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Genova ha confermato il diritto ad ottenere la maggiorazione sulla Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) dal 1993 sino all'attualità, grazie all'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 4/2024.</p>
<p class="text-justify"><strong>La sentenza della Corte Costituzionale</strong></p>
<p class="text-justify">La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 51 comma 3 L. 23/12/2000 n. 388, stabilendo che il computo dell'anzianità di servizio utile al calcolo della maggiorazione della RIA non doveva fermarsi al 1990, ma doveva comprendere anche il periodo di proroga del triennio 1991-1993.</p>
<p class="text-justify">Il DPR 44/90 aveva infatti riconosciuto alcune maggiorazioni della RIA per tutto il personale che prestava servizio nel periodo 1° gennaio 1987 - 31 dicembre 1988.</p>
<p class="text-justify">Inoltre, al personale che, alla data del 1° gennaio 1990, avesse acquisito anzianità con almeno cinque anni di effettivo servizio, o che aveva maturato detto quinquennio nell'arco dell’allora vigenza contrattuale 1988-1990, spettava dalle date suddette una maggiorazione della retribuzione individuale di anzianità.</p>
<p class="text-justify">Era stato poi previsto il raddoppio o la quadruplicazione delle somme dovute a titolo di maggiorazione della RIA al personale che, nell’arco sempre dell’allora vigenza contrattuale, avesse maturato, rispettivamente, dieci o venti anni di servizio.<br /> La L. 388/2000 (Legge finanziaria 2001) fissava il termine al 31 dicembre 1990 per il computo dell’anzianità di servizio utile al calcolo della maggiorazione RIA, cancellando così di fatto la possibilità di poter avere la maggiorazione raggiunta nel triennio 1991-1993.</p>
<p class="text-justify">Tale disposizione, infatti, causava una ingiustificata differenziazione retributiva a danno di quei dipendenti pubblici che, diversamente da quanto avvenuto in relazione al triennio 1988-1990, non si sono visti riconoscere l’anzianità di servizio maturata nel successivo triennio 1991-1993.</p>
<p class="text-justify">Adesso con la sentenza del Tribunale del Lavoro è stato sancito il diritto di vedersi riconosciute le maggiorazioni maturate negli ultimi 5 anni nonché l’aggiornamento della RIA, con un aumento della retribuzione che andrà ad incidere positivamente sia sulla liquidazione del TFS che nel successivo calcolo dell’assegno pensionistico.</p>
<p class="text-justify">Se sei un dipendente pubblico con una Anzianità di servizio compresa tra 5, 10 o 20 anni maturata al 31.12.1992 potresti avere diritto a questa maggiorazione e puoi ancora aderire al ricorso cliccando al seguente link: <a href="https://form.jotform.com/jotformusb/ricorso-ria?isIframeEmbed=1" target="_blank" rel="noreferrer">Diffida e ricorso per il recupero delle differenze retributive maggiorazione R.I.A.</a></p>
<p class="text-justify">(Per i dipendenti che nel corso del tempo abbiano maturato l'anzianità presso Amministrazioni pubbliche di cui ad oggi non sono più dipendenti, la situazione dovrà essere valutata caso per caso).</p>
<p class="text-justify">DIFENDI I TUOI DIRITTI - Iscriviti ad USB PUBBLICO IMPIEGO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per&nbsp; avere riscontro in merito ad EVENTUALI problematiche, le lavoratrici e i lavoratori potranno anche contattarci tramite la casella di posta elettronica dedicata <a href="mailto:usbricorsoria@usb.it">usbricorsoria@usb.it</a></p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 12:08:01 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI Interno sciopera e partecipa il 22 settembre alle manifestazioni che si terranno nelle diverse città!</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-interno-sciopera-e-partecipa-il-22-settembre-alle-manifestazioni-che-si-terranno-nelle-diverse-citta-1209.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div class="news-single-content"><div class="bodytext"><p class="text-justify">Come lavoratrici e lavoratori delle Agenzie Fiscali non resteremo in silenzio e inermi dinanzi all’orrore che si sta compiendo in Palestina e che proprio in queste ore vede lo Stato terrorista di Israele cercare la soluzione finale per piegare definitivamente il martoriato popolo palestinese.</p>
<p class="text-justify">Come lavoratrici e lavoratori riteniamo scandaloso l’appoggio che anche il nostro paese fornisce ad Israele attraverso la fornitura di armi e il mantenimento delle relazioni commerciali.</p>
<p class="text-justify">Come lavoratrici e lavoratori siamo al fianco della missione politico umanitaria della Global Sumud Flotilla necessaria per aprire corridoi umanitari e rompere l’assedio a Gaza.</p>
<p class="text-justify">Come lavoratrici e lavoratori riteniamo che le risorse devono essere indirizzate per assicurare servizi pubblici (istruzione, salute, salari e pensioni) e non per acquistare armi utili solo a seminare morte e distruzione nel mondo.</p>
<p class="text-justify">Come lavoratrici e lavoratori vogliamo che ogni euro recuperato nella lotta all’evasione debba essere impiegato per migliorare la condizioni di vita della cittadinanza e non a sostenere un gigantesco piano di riarmo nel nostro paese.</p>
<p class="text-justify">Il 22 settembre incroceremo le braccia per bloccare il paese, al fianco del popolo palestinese e contro ogni guerra, in solidarietà alla missione della Global Sumud Flotilla e per indirizzare tutte le risorse pubbliche allo Stato sociale e non alla barbarie della guerra.</p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 14 Sep 2025 11:29:52 +0200</pubDate>
                        <title>USB Pubblico Impiego al fianco del popolo palestinese e in solidarietà con la Global Sumud Flottilla: sciopero generale dell’intera giornata del 22 settembre!</title>
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		                        		https://interno.usb.it/leggi-notizia/usb-pubblico-impiego-al-fianco-del-popolo-palestinese-e-in-solidarieta-con-la-global-sumud-flottilla-sciopero-generale-dellintera-giornata-del-22-settembre-1139.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Revocato lo sciopero di categoria del 17 settembre per confluire dentro quello generale proclamato dalla confederazione.</p>
<p>L'intensificarsi del genocidio del popolo palestinese e gli attacchi alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla hanno reso necessario e non più rinviabile uno sciopero generale dell'intera giornata di tutto il mondo del lavoro.</p>
<p><strong>&quot;Se attaccano la Flotilla blocchiamo tutto&quot;</strong></p>
<p>Anche noi dipendenti pubblici raccogliamo e facciamo nostro questo messaggio forte e chiaro, lanciato dai portuali USB di Genova consapevoli di questa necessità dinanzi al genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato terrorista di Israele.</p>
<p>Bloccare tutto significa collocare il mondo del lavoro sul piano più alto dello scontro oggi in atto nel paese e nel mondo, schierandosi dalla parte della pace, del disarmo e rivendicando uno Stato che fornisca servizi e welfare e non armi per seminare morte e distruzione.</p>
<p>E’ soprattutto in questo passaggio che si colloca la decisione del Pubblico Impiego di revocare lo sciopero del pubblico impiego di 1 ora del 17 settembre e convergere nello sciopero generale dell'intera giornata del 22 settembre proclamato dalla Confederazione USB, fermo restando che in caso di altri attacchi alla Flotilla la data e le modalità dello sciopero potrebbero subire variazioni.</p>
<p>La solidarietà e la riuscita della missione politica umanitaria della Global Sumud Flotilla dipende anche da quello che da terra riusciremo a mettere in campo.</p>
<p>E noi come dipendenti pubblici dobbiamo essere l'equipaggio di terra in difesa della nostra funzione sociale orientata alla pace e a fornire servizi pubblici, contro chi vuole modificare la natura e la forma dello Stato in chiave bellica.&nbsp;</p>
<p>Lo faremo concretamente chiedendo a tutte le amministrazioni pubbliche, in ogni ambito - a partire da Università, Sanità, Ricerca - di interrompere ogni relazione istituzionale, commerciale, accademica e scientifica con lo stato genocida di Israele e di sottrarsi ad una complicità imperdonabile e assassina.</p>
<p>Adesso è il momento di bloccare tutto e dare un segnale inequivocabile anche da parte di lavoratrici e lavoratori pubblici</p>
<p><strong>22 settembre sciopero generale dell'intera giornata.</strong></p>
<p>A fianco del popolo palestinese e della missione della Global Sumud Flotilla, contro il genocidio perpetrato dallo Stato di Israele, blocchiamo tutto!</p>
<p class="text-center">***</p>
<p>A Gaza e in tutta la Palestina, Israele sta provocando crimini orrendi: centinaia di migliaia di morti, tra cui più di 15.000 bambini, centinaia di medici e personale sanitario seppelliti sotto le macerie dei loro ospedali bombardati, più di 200 giornalisti, migliaia di donne ed anziani uccisi mentre erano in coda per una scodella di riso, violando tutte le norme internazionali e le innumerevoli risoluzioni dell'ONU.</p>
<p>Ciononostante molti governi dell'Unione Europea, compreso quello italiano, continuano a mantenere rapporti istituzionali, commerciali e militari con lo stato israeliano. E l'Italia continua ad essere in prima fila nella vendita di armi all'esercito israeliano.</p>
<p>Una grande iniziativa umanitaria, completamente organizzata dal basso, sta cercando di portare aiuti alla popolazione di Gaza.&nbsp; Ma il governo israeliano ha annunciato che tratterà come terroristi gli equipaggi della Global Sumud&nbsp; Flotilla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I lavoratori del porto di Genova hanno lanciato un appello che sta facendo il giro del mondo: se attaccano la Flotilla blocchiamo tutto.</p>
<p><strong>l'USB ha Indetto per Il 22 settembre lo sciopero generale di tutto il mondo del lavoro</strong>.</p>
<p>Ma lo sciopero non è solo contro il genocidio del popolo palestinese e per difendere una operazione umanitaria e rompere l'assedio di Gaza. Lo sciopero è contro la guerra e l'enorme aumento delle spese militari.</p>
<p>Il governo italiano non fa niente per fermare Israele ma, contemporaneamente, sta aumentando a dismisura le spese per costruire e acquistare nuovi armamenti. Non ci sono soldi per aumentare i salari, per combattere la precarietà, per un sistema sanitario efficiente, per aumentare le pensioni minime o ridurre gli anni di lavoro per arrivarci alla pensione. Però ci sono decine e decine di miliardi per le fabbriche d'armi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SE ATTACCANO LA FLOTILLA BLOCCHIAMO TUTTO!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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